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Giù la testa, su i calici

provato per voi

Giù la testa, su i calici

Un classico di Sergio Leone in un bicchiere di vino. In Camargue.

Se Sergio Leone avesse scelto John Wayne per la parte di John H. "Sean" Mallory in “Giù la testa”, non avremmo il piacere di sorseggiare un bicchiere di Cham Cham. Invece, dopo aver preso in considerazione questa ipotesi, il regista finì per affidare a James Coburn la parte del protagonista, insieme a Rod Steiger e Romolo Valli.

Giù la testa - La locandina del film

E noi ci concediamo volentieri un brindisi a uno dei più bei film consacrati alla rivoluzione messicana. Da vedere – per chi nel 1971 era troppo giovane o non c’era ancora – o rivedere.

Hélène Michel e il piacere della convivialità

Che cosa c’entra tutto questo con la Camargue? Ce lo racconta Hélène Michel, una cordiale signora del Midi che insieme al marito, Patrick, produce alcuni dei vini più interessanti di questa regione, da degustare al domaine di famiglia, il Mas de Valériole, o nei migliori ristoranti della zona.

Mas de Valériole - Hélène Michel

“Era una serata tra amici, stavamo assaggiando l’ultimo nato dei nostri bianchi: color giallo yuzu, con un leggero riflesso verde. Profumo complesso, dominato dal limone candito, con fiori d’acacia e note di bosco”. Anche noi assaggiamo il vino e ci sembra di vederli, gli amici, seduti sotto gli alberi a godersi il fresco in questo angolo di paradiso un po’ discosto dalla Camargue più vacanziera e conosciuta.

“Al primo sorso, un attacco morbido, ampio. E una bella lunghezza su aromi di pesca bianca del nostro giardino. Potrebbe davvero diventare il vessillo del Mas de Valériole. Ma… che nome dargli? ”. Ecco, appunto…

Come si sceglie il nome di un vino

Gli altri bianchi della casa si chiamano Valcarès du Mas de Valériole, Charmentin de Saint Vincent…: nomi legati ai luoghi e, nel secondo caso, anche a un vitigno italiano, il vermentino, che Patrick ha adottato diversi anni fa – ci spiega Hélène – perché è particolarmente adatto ai terreni e al clima del domaine. Anche molti dei suoi rosé, non per caso, ne contengono in parte.

Mas de Valériole - I filari delle viti

Ma torniamo a quella sera: un amico alza lo sguardo e incontra un gesto e poi gli occhi di Patrick. Se non si conoscessero da una vita, lui, il patron, si sentirebbe quasi in imbarazzo. “A cosa stai pensando?” La risposta lo spiazza: “Sai cosa? Assomigli a James Coburn in Giù la testa, quando si infila il cappello”.

John H. "Sean" Mallory, il dinamitardo

Il film l’hanno visto tutti, il personaggio se lo ricordano bene. È John H. "Sean" Mallory, il dinamitardo: un rivoluzionario dell’IRA che arriva in moto in una nuvola di fumo e di esplosioni accanto alla diligenza sulla quale Miranda, il suo futuro socio in scorribande e tentati attacchi al potere, sta fuggendo dopo averla rapinata.

Insieme alle scene del film, tra i commensali affiora netto il motivo che gli fa da colonna sonora. È una musica di Ennio Morricone, ha lo stesso titolo della pellicola ma tutti la ricordano per quel suono incalzante ripetuto mille volte, “scion scion…”.

Scion scion, Cham Cham

Se arrivate al Mas de Valeriole – che vale una visita anche solo per il senso di pace che trasmette la corte circondata dai vecchi edifici del domaine – chiedete di degustare lo Cham Cham: in francese si scrive così. E guardate sulla parete, su cui campeggia una grande e bella foto di famiglia in bianco e nero.

Mas de Valériole - Un angolo della corte

Hélène ce li presenta tutti, prima ancora di raccontarci i suoi vini, perché quella di Mas de Valériole è una storia che unisce tre – e tra poco la quarta – generazioni. Nella foto, Patrick è in piedi accanto a lei dietro a una grande tavola. Somiglia davvero a James Coburn? Venite e giudicate di persona.

Qualche altra cosa che abbiamo da dirvi

  • Cham Cham si serve a 14° C e va aperto un po’ prima di degustarlo.
  • La famiglia Michel ha sposato il metodo dell’agricoltura biologica.
  • I vini del Mas de Valériole non sono ancora distribuiti in Italia (se qualcuno è interessato si faccia avanti) ma, oltre che al domaine (dove il rapporto qualità/prezzo è molto interessante), si possono acquistare presso numerosi cavistes della Provenza e assaggiare nei migliori ristoranti della Camargue: ricordate, a Les-Saintes-Maries-de-la-mer, Mangio Fango e Casa Româna?
  • Se vi viene voglia di Cham Cham mentre siete a Parigi, fate un salto da De Verre en vers, la vineria con il nome più poetico della capitale: ha tre indirizzi in piena butte Montmartre, nel 18° arrondissement.
  • Nella foto della famiglia Michel c’è posto anche per i quattro zampe di casa, Guitou (un enorme fiocco di neve) e Goya (un fascio di muscoli nero come il carbone). Non lasciatevi trarre in inganno: Goya non ha nessun nesso con il celebre pittore spagnolo. Il suo nome – legato al colore del manto – è un omaggio a un famosissimo toro, campione celebrato della course camarguaise.
  • Per qualche giorno, in questa estate 2017, potrebbe non essere Hélène ad accogliervi al Mas de Valériole: prima che arrivi il momento della vendemmia, quando non potrà mancare (e neppure noi), ha scelto la Puglia come meta per le sue vacanze. In cambio dei suoi racconti sul vino e sulla coltivazione della vite ci siamo permessi di darle un suggerimento ‘di parte’: non perdersi la Valle d’Itria e il Salento.

Mas de Valériole
Gageron, Route D36B, 13200 Arles
La cantina è aperta tutti i giorni, tranne le domeniche e i festivi, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Oppure su appuntamento: +33 (0) 4 90 97 10 41

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