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Marsiglia, cosa vedere

Marsiglia, cosa vedere

10 cose da non perdere se vai a Marsiglia per la prima volta.

Il Vieux-port, anima di Marsiglia

La prima cosa da vedere a Marsiglia è il Vieux-port. Perché, se lo chiedete a un marsigliese, il Vieux-port È Marsiglia: il suo cuore pulsante, la porta della città spalancata sul mondo. Le imbarcazioni non si contano, la passeggiata lungo la banchina - o i pochi deliziosi minuti di traversata in battello da un lato all'altro - è un piacere per gli occhi, le bancarelle del mercato del pesce sono un punto di riferimento.

Notre-Dame de la Garde, la buona madre dei marsigliesi

Notre-Dame de la Garde non è la cattedrale (il titolo spetta alla Cathédrale de la Major), ma è la 'buona madre' degli abitanti di Marsiglia. La più amata, quella alla quale ci si affida. Notre-Dame de la Garde vale doppio. Perché vederla significa vedere la chiesa, fuori e dentro (curiosità: la chiesa custodisce gli ex voto dei marinai che si sono salvati dalle tempeste), ma anche il panorama su Marsiglia. Alla Bonne Mère non si va, ma on monte. Cioè si sale, visto che sta in cima a una collina affacciata sul Vieux-port, sulla città e sul mare a perdita d'occhio.

Il MuCEM, concentrato di cultura

Mu sta per museo, C per civiltà, E per Europa e M per Mediterraneo. Avete capito bene: questo parallelepipedo avveniristico spuntato a Marsiglia quando la città si accingeva a diventare Capitale della cultura 2013, è il museo delle civiltà dell'Europa e del Mediterraneo. Ed è il primo grande museo nazionale dedicato al Mare Nostrum, culla di civiltà che unisce - o quanto meno dovrebbe - i continenti che si affacciano sulle sue sponde. Emblema della Marsiglia metropoli del terzo millennio, con le sue collezioni permanenti e le sue mostre temporanee il MuCEM esprime ai massimi livelli l'amore della città per la cultura. Ed è un luogo simbolo dell'architettura contemporanea.

I Calanchi, un parco molto speciale

Si fa presto a dire calanchi. In realtà si dovrebbe parlare di Parc national des Calanques: il primo parco nazionale periurbano d'Europa che molte città invidiano a Marsiglia. Un paesaggio unico, terrestre e marino, che rappresenta in pieno la Provenza mediterranea. Conosciuto nel mondo intero per i suoi scenari naturali, la sua biodiversità e il patrimonio culturale racchiuso entro i suoi confini, il parco dei Calanchi è il mare dei marsigliesi (e non solo) che non si accontentano di una spiaggia purché sia, ma cercano la bellezza allo stato puro.

Lo Château d'If e le isole del Frioul

È più bella Marsiglia vista dallo Château d'If o lo Château d'If visto da Marsiglia? 20 minuti di traversata e lo scoprirete. Certo, arrivare fino a Marsiglia e non raggiungere l'isola d'If (e Ratonneau e Pomèrgues, le altre isole dell'arciplelago del Frioul) vuol dire perdersi più di qualcosa. Oltre allo spettacolo offerto dal paesaggio, lo Château d'If ha il fascino delle mete letterarie: è qui che Alexandre Dumas padre fece imprigionare Edmond Dantès, il protagonista de Il Conte di Montecristo. Ed è da qui che lo fece fuggire verso altre centinaia di pagine piene di avventure.

Il Panier, il quartiere più antico di Marsiglia

Un tempo zona malfamata della città, oggi il Panier è uno dei quartieri più prisés di Marsiglia, anche a causa di un'interminabile serie tv (Plus belle la vie) ambientata qui. Lo spirito primigenio e il fascino della cattiva fama sono irrimediabilmente perduti: il Panier è diventato una piccola Montmartre marsigliese, con gli stessi pro e contro dell'originale. Ma resta il piacere di passeggiare per le stradine strette e scoscese del quartiere, bere un pastis in uno dei suoi bistrot, scoprire botteghe di artigianato, antiquariato e brocante, atelier e laboratori di giovani creativi, e ammirare le opere degli street artist che decorano i muri delle case.

La Vieille Charité

Sempre nel Panier, non si può perdere la Vieille Charité, complesso architettonico carico della storia di Marsiglia. La prima pietra fu posata nel 1761 perché diventasse luogo di accoglienza per i poveri e i mendicanti della città. Oggi la Charité è un centro polivalente che ospita tre musei, un centro internazionale di poesia, un cinema , strutture espositive e altro ancora. Ma potete andarci anche solo per godervi la bellezza dell’insieme e la calma olimpica che vi si respira: un'oasi di quiete in una città piuttosto .

Palais Longchamp, l'acqua e la quiete

Palais Longchamp è un altro piatto forte sul menu delle bellezze di Marsiglia. Il prestigioso castello, all'interno della città, accoglie il Museo di belle arti di Marsiglia e il Museo di Storia Naturale. Soprattutto, il suo parco è il polmone verde del capoluogo: oasi di tranquillità nel bel mezzo del rumore metropolitano, finisce per essere una sorta di Central Park marsigliese. È un luogo molto caro ai cittadini che associano alla sua architettura ariosa e agli zampilli delle sue fontane un senso di leggerezza e di quiete difficile da trovare in città.

La Corniche, balcone di Marsiglia

La Corniche du Président John Fitzgerald Kennedy, per i marsigliesi semplicemente 'la Corniche', è la strada costiera che collega due delle spiagge più note di Marsiglia, la plage des Catalans e la plage du Prado. È il balcone della città: un nastro di asfalto di cinque chilometri che corre parallelo alle spiagge e si affaccia sul mare, sullo Chateau d'If e le isole del Frioul, sulle ville nascoste nel verde della vegetazione e sulle baracche dei pescatori. Lato mare, lungo tre di quei cinque chilometri è poggiata... la panchina più lunga del mondo.

A voi la scelta, noi vi diciamo la nostra

Quando si arriva alla fine di una lista c'è sempre un po' di imbarazzo. Meglio il Vallon des Auffes (ansa romantica e piena di ristorantini golosi) o l'Orange Velodrome (la casa dell'OM: per chiunque tifiate, è una squadra di campioni)? Cos'altro rischiamo di lasciar fuori dalle 10 cose da vedere a Marsiglia? Il nostro 'numero 10' è la Cité Radieuse di Le Corbusier, utopia di città nella città che si voleva a misura d'uomo. Se sia andata veramente così, è tutto da verificare. Ma la Cité Radieuse resta uno degli esperimenti più visionari dell'architettura del '900, e anche solo per questo merita un omaggio.

 

 

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