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Siamo tutti meteorologi!

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Dieci cose da sapere sul mistral per fare bella figura con gli amici provenzali.

Lo scopo di questo articolo tutto dedicato al mistral è mettervi in grado di sostenere una conversazione con un provenzale sul di lui terreno.

Se in Italia ci sono 60 milioni di ct della nazionale, infatti, in Provenza potrete imbattervi altrettanto facilmente nel massimo esperto di mistral della regione.

Mistral, icona della Provenza

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Categoria: freddo e secco, il mistral è classificato come vento regionale.

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Velocità: media, 50km/h; alcune raffiche possono superare i 100km/h.

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Andamento: il mistral soffia forte durante la giornata e perde velocità al calar della sera.

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Formazione: il mistral è legato alla presenza di un anticiclone tra il sud-ovest della Francia e la Spagna, e a quella di una depressione che si forma vicino al golfo di Genova. La localizzazione e l’orientamento di questa depressione incidono sulla zona di influenza del mistral.

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Partenza, direzione e arrivo: il mistral si forma nella piana di Valence: corridoi e rilievi montuosi ne favoriscono la discesa lungo la valle del Rodano, dove acquista velocità, in direzione del Mediterraneo. Una volta raggiunto il delta del fiume, il mistral può puntare verso la Corsica e verso la costa del Var.

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Condizioni favorevoli: il mistral si manifesta più spesso dopo il passaggio di un fronte freddo e umido.

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Stagionalità: il mistral può soffiare tutto l’anno: la sua frequenza è maggiore in inverno (quando il vento è più freddo) e in primavera; verso luglio può essere provocato da una depressione termica.

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Effetti benefici: risana l’atmosfera della Provenza; la sua forza libera il cielo dalle nubi e permette a persone, animali e vegetali di respirare aria pulita; inoltre, nonostante sia un vento freddo, preserva le piante dal gelo primaverile.

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Effetti negativi: la presenza del mistral innalza il rischio di incendi e rende più difficile domare un incendio già in corso; la forza del vento arriva a piegare i tronchi degli alberi.

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Denominazioni: in provenzale, il mistral è chiamato ‘mangio fango’ perché secca il terreno; prende invece il nome di ‘mistralet’ quando soffia più debolmente.

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