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Ivo Livi, chi era costui?

Ivo Livi, chi era costui?

Anni ’20. Tra i tanti italiani che si spostano oltre confine, qualcuno diventerà famoso.

È il 1924. Il signor Giovanni Livi, militante comunista, lascia Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, per sfuggire alle persecuzioni fasciste. La moglie Giuseppina e i loro tre figli lo raggiungono pochi mesi dopo.

A Marsiglia, Giovanni e Giuseppina trovano una comunità toscana e mettono su casa nei quartieri operai a nord della città. Il figlio più piccolo, Ivo, ha tre anni.

Voglia di studiare saltami addosso

Quando raggiunge l’età per andare a scuola, Ivo non impiega molto a rendersi conto di non avere troppa voglia di studiare: a soli 11 anni e mezzo trova lavoro in una fabbrica di pasta. A 14 diventa apprendista nel salon de coiffure della sorella Lydia.

Adolescente, Ivo si appassiona al cinema.

Gary Cooper nel 1940 - Immagine Paramount Pictures

Adoravo Fred Astaire. I numeri di tip tap, in particolare, mi riempivano di gioia […] Volevo ballare come lui. Allo stesso modo, quando vedevo Gary Cooper, io credevo di essere davvero Gary Cooper. Mi allenavo a sorridere come lui

Il successo è vestito da cowboy

È a Marsiglia, il 21 giugno 1939, che Ivo Livi si esibisce per la prima volta davanti a un pubblico ‘vero’: non ha ancora 18 anni quando canta "Dans les plaines du Far West" sul palcoscenico dell'Alcazar. È un trionfo, ma la guerra preme il tasto pausa in un’ascesa artistica che avrebbe tutte le carte in regola per diventare folgorante e duratura: nel 1940 Ivo entra come metalmeccanico ai Chantiers de Provence.

Yves Montand nel 1940 - Immagine Mondadori Publishers

Ma la vocazione preme e alla passione non si comanda: quello che interessa a Ivo è sempre il mondo dello spettacolo. Lo nota Audiffred, impresario parigino sfollato a Marsiglia dopo l’inizio della seconda guerra mondiale: è grazie a lui che arrivano i primi contratti e che Ivo si esibisce non solo a Marsiglia, ma in tutta la Francia del Sud.

Con la benedizione di Marcel Pagnol

Nel 1942, in pieno conflitto bellico, Marcel Pagnol scrittura Ivo per una film che ha un nome bellissimo. È "La prière aux étoiles", la preghiera alle stelle, ancora in bianco e nero.

La pellicola resterà incompiuta, ma non il futuro artistico del giovane Livi che arriva invece presto a una svolta: grazie allo zampino del solito Audiffred, Ivo si trasferisce Parigi e nel giro di pochi anni diventa un attore e cantante di fama internazionale.

Yves Montand in La grande strada azzurra - Immagine di scena

Ivo Livi. Che razza di nome è?

Se – per quanto a più riprese – la carriera di Ivo decolla, è chiaro che lui si deve trovare un nome d’arte. Perché, insomma... Ivo Livi, non è che sia un granché, anche già come nome normale.

Così, visto che papà Giovanni e mamma Giuseppina non si erano fatti troppi problemi, Ivo ci pensa da sé, e gli viene in mente quando, da bambino, la madre lo chiamava perché rientrasse in casa, in quella strana mescolanza di italiano e francese tipica degli immigrati: «Ivo, monta!». “Ives, monte!”.

Si chiamerà Yves Montand.

Yves Montand nel 1974 - Immagine Mondadori Publishers

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