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L’oro verde di Provenza dal Luberon all’Eliseo

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L’oro verde di Provenza dal Luberon all’Eliseo

Cadenet, oleoturismo alla Bastide du Laval.

L’olio della Bastide du Laval sulla tavola di Macron

Mentre la Royal Family riempie le pagine dei rotocalchi di casa nostra con i dettagli più minuscoli della vita quotidiana dei suoi membri, cosa sappiamo del day by day di casa Macron?

Bastide du Laval, vista sul Luberon Sud

Poco o nulla, a dire il vero. Ma abbiamo scoperto come Monsieur le Président e la Première Dame, Emanuel e Brigitte per milioni di francesi, combattono gli effetti delle loro estenuanti giornate sotto i riflettori.

Il merito, almeno in parte, è del condimento scelto per loro un paio d’anni fa dallo Chef dell’Eliseo in persona, Guillaume Gomez: l’altissima concentrazione di polifenoli degli oli verdi bio della Bastide du Laval ne fanno un potente coadiuvante per combattere le infiammazioni da stress!

Bastide du Laval, la coltivazione biologica degli ulivi

Nessun rimpianto per la California

Se L’oro verde di Provenza fosse il titolo di un film, i protagonisti non potrebbero essere che loro: Carine e Roland Coupat, che dopo 15 anni passati a occuparsi di turismo sotto il sole della California decidono che i loro figli cresceranno in madrepatria. Ma la prospettiva del clima del Rhone-Alpes da cui erano partiti per l’America non è allettante: meglio cercar casa in Provenza.

Bastide du Laval, uno scorcio di Luberon

A trovarla – ci racconta Roland – è la mamma di Carine: noncurante del fuso orario li chiama in piena notte e intima: “L’ho trovata, venite”. Loro salgono sul primo aereo, scavalcano il Pacifico e in men che non si dica raggiungono la Provenza: la Bastide du Laval è un coup de coeur!

Bastide du Laval, la casa del XIX secolo

Bastide du Laval, tra passione, sapere e saper fare

È il 1998 e la Bastide, coltivata a viti, produce un vino di non eccelse virtù. Carine e Roland decidono di piantare ulivi là dove sono le vigne e di cominciare una nuova avventura alla ricerca dell’eccellenza.

Bastide du Laval, i pannelli informativi

Con questo obiettivo in testa, Roland fa due scelte importanti: diventare oliveron, cioè sia coltivatore di ulivi sia produttore d’olio, attrezzandosi con un frantoio tecnologicamente all’avanguardia, e rimettersi a studiare. Si iscrive di nuovo all’università e diventa oleologo. Per lui i terreni, il clima, gli ulivi, i loro frutti e l’oro verde di Provenza non hanno più segreti.

Bastide du Laval, il frantoio

L’olio della Bastide du Laval: onore al merito

Abbiamo degustato gli oli della Bastide du Laval con la spocchia di chi viene da un Paese in cui l’olio, prodotto da millenni, è un’eccellenza di molte regioni; per lo stesso Roland, del resto, la Toscana e alcuni suoi produttori sono un punto di riferimento. Bene, l’oro verde della Bastide è all’altezza della sua fama.

Bastide du Laval, festa dell'olio novello, illustrazione

Al giudizio godereccio delle nostre papille si associa quello competente di innumerevoli esperti: la Bastide du Laval si fregia di un lunghissimo palmarès di riconoscimenti ottenuti negli anni dai suoi oli, come le nove Medaglie d’Oro del Concours Agricole Général de Paris.

Bastide du Laval, una parte del palmarès

Peraltro Roland confessa che il suo orgoglio si esprime piuttosto quando l’olio della Bastide primeggia ai concorsi regionali e locali, meno mediatici ma più vicini ai savoir-faire e alle specificità del territorio e dei suoi prodotti.

Di che cosa è fatta l’eccellenza

Aglandau, Picholine, Salonenque, Bouteillan, Cayon… sono diverse le varietà provenzali che si raccolgono – rigorosamente a mano – dai 4mila ulivi coltivati alla Bastide du Laval, situati integralmente in un territorio contrassegnato dalla Doc "Olio di oliva provenzale". Alberi curati in modo da privilegiare la qualità dei frutti alla loro abbondanza. Così come alla qualità punta la rapidità del passaggio tra raccolta e spremitura, perché neanche una punta dell’aroma delle olive vada perduta.

Bastide du Laval, lungo il sentiero degli ulivi

Oleoturismo alla Bastide du Laval

Oltre che luogo di coltivazione e produzione, la Bastide du Laval è luogo di accoglienza. E ognuno può decidere se visitare il domaine lasciandosi guidare da un’app audio e dai pannelli che ne illustrano le diverse aree, o farsi accompagnare da una guida in carne e ossa come abbiamo fatto noi.

Bastide du Laval, l'ingresso del sentiero degli ulivi

Lo sguardo che si perde sulle alture del Sud Luberon, sui vigneti e su casa di campagna del XIX secolo riporta alla Provenza di Jean Giono, i fossili che si trovano lungo i sentieri - ci spiega Marine mentre camminiamo lungo i seniteri che portano agli uliveti - ricordano che un tempo il mare arrivava fin qui.

Bastide du Laval, fossili lungo il sentiero degli ulivi

Chi lo desidera può fermarsi negli angoli attrezzati per una merenda o un picnic, magari approfittando dei prodotti della Bastide du Laval e di altre golosità a chilometro zero selezionate dalla boutique del moulin à huile.

Bastide du Laval, un angolo della boutique

Oppure – e ne vale la pena – si può partecipare a una degustazione nel frantoio, godendo dello sprigionarsi degli aromi e dei sapori che Roland ha ottenuto miscelando con sapienza e pazienza i fluidi ottenuti dalla spremitura: l'equilibrio gustativo e olfattivo è perfetto. Quanto al colore, quello dell’oro liquido di Provenza arriva solo in seconda battuta: la degustazione è alla cieca, nel bicchiere blu ‘ufficiale’ del Conseil oléicole international, per non lasciarsi distrarre da tutte le sfumature del verde.

Bastide du Laval, tutto è pronto per degustare l'olio

Bastide du Laval
199 Chemin de la Royère
84160 Cadenet
+39 (0)4 90 08 95 80
contact@bastidedulaval.com
Aperto dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00.
In estate è prevista una visita guidata del frantoio con commento gratuito ogni martedì, giovedì e venerdì alle 10.30, seguita da una degustazione gratuita dei prodotti della Bastide.