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Guarda dove metti i piedi

Guarda dove metti i piedi

Da Moneglia a Mentone alla scoperta dei rissêu, i mosaici di ciottoli levigati dal mare.

Chi conosce la Liguria non può non averli notati, davanti a una chiesa, nel cortile di un vecchio palazzo o lungo una strada. Sono i rissêu, i mosaici di ciottoli levigati che in questa regione, più numerosi che in altre parti d’Italia, anche a distanza di molti secoli fanno bella mostra di sé.

A Chiavari, un’estate di tanti anni fa

Nelle mie lontane estati chiavaresi ho conosciuto il mosaico del Santuario di Nostra Signora dell’Ulivo di Bacezza, su una curva dell’Aurelia appena fuori dalla città. Eppure a noi bambini, che lo raggiungevamo a piedi seguendo i viottoli tra le piante, sembrava una meta lontana, da conquistare a forza di graffi lasciati dagli arbusti sulle caviglie.

Chiavari - Santuario di Nostra Signora dell’Ulivo di Bacezza © Darko Vittorio Perrone

Sul sagrato in cima alla gradinata, ci accoglievano un veliero, una rosa dei venti e un albero frondoso, tutti fatti di sassi colorati in un triangolo di pietre bianche. Gli stessi ciottoli che – di ben altra materia e dimensione – compravamo una volta l’anno da Copello, pasticceria storica nel carruggio di Chiavari. Le commesse in grembiule li prendevano dai vasi nelle vetrine liberty dietro il bancone.

“Prïe de Mâ”: i rissêu da Moneglia a Portofino

Il caso mi ha fatto incontrare, cinquant’anni dopo, “Prïe de Mâ”, un volume dedicato alla Liguria dei rissêu da Portofino a Moneglia. Anzi, andando verso la Provenza – che sempre lì è la nostra stella polare – da Moneglia a Portofino. Sfogliandolo ho ritrovato le stesse figure di sassi, ma da una prospettiva impossibile per chi 'non sa volare': immagini prese dall’alto che permettono di cogliere, in un solo colpo d’occhio, l’intero rissêu e le sue geometrie.

Lavagna - Sagrato di Santa Giulia Centaura © Darko Vittorio Perrone

“Prïe de Mâ” ne censisce e racconta 56, tra pietre di mare e pietre di monte: la tradizione dei mosaici di ciottoli e il saper fare artigiano che l’ha tenuta viva per duemila anni, fin dal tempo dei romani, hanno cosparso di fiori, simboli, animali e altre forme tanto la costa quanto l’entroterra.

Il volume è frutto del lavoro di un gruppo di appassionati: persone curiose che “guardano dove mettono i piedi” e che, con competenza e professionalità, hanno scelto di mettere il loro amore per la tradizione e la storia della Liguria nero (e colore) su bianco, in modo che anche altri ne possano godere.

Zoagli - Operai al lavoro sul sagrato della chiesa San Martino © Darko Vittorio Perrone

A Mentone c’è un rissêu

“Prïe de Mâ” è un libro, bello da guardare e interessante da leggere. Ma è anche un invito ad ‘andar per rissêu’. Un invito al piacere di girovagare. Ed è questo il filo sottile che mi ha suggerito di proporre a Marisa Ballabio e Darko Vittorio Perrone – che ne hanno curato i testi e le immagini – di allungare lo sguardo verso e oltre il confine. Portofino è un incanto, ma perché farne un punto di arrivo? “Appunto”, mi hanno risposto. “A Mentone c’è un rissêu…”

Mentone - La vista dalla basilica di San Michele Arcangelo

È quello davanti alla Basilica di San Michele Arcangelo, gioiello dell’arte barocca in Costa Azzurra: i due campanili (la “Torre dell’orologio” e il “Campanino”), la facciata e le rampe maestose della scalinata antistante ne fanno una tappa chiave della Strada del Barocco Nisso-Ligure. Sul sagrato, i sassi levigati – oggetto di un restauro integrale completato nel 2016 dopo più di un anno di lavoro – riproducono le insegne dei Grimaldi: per ricostruire 170 metri quadri di rissêu ci sono voluti 250mila ciottoli, scelti per il loro colore e le loro forme sulle spiagge del Careï e del Borrigo, e posati uno a uno nel pieno rispetto delle tecniche utilizzate nel 18° secolo, perché anche il più piccolo dettaglio fosse fedele al disegno originario. Mentone - La basilica di San Michele Arcangelo vista dal mare

È qui, davanti a San Michele, che ogni agosto il rissêu si nasconde sotto i piedi del pubblico del Festival di musica classica di Mentone: per ammiralo in tutta la sua bellezza, scegliete un’altra stagione.

Simona Mazzolini

Prïe de Mâ
la Liguria dei rissêu da Portofino a Moneglia

 

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