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La Costa Azzurra che fa scuola… di design d’interni

La Costa Azzurra che fa scuola… di design d’interni

Se lo dice il New York Times…

“Il 30 dicembre 1951”, scrive Le Corbusier, “sull’angolo di un tavolo di una piccola trattoria della Costa Azzurra ho disegnato come un regalo per il compleanno di mia moglie un progetto per un capanno che ho costruito l’anno successivo su una roccia battuta dalle onde”. La trattoria è L’Étoile de Mer, dell'amico Thomas Rebutato. Il 'capanno' è il Cabanon affacciato sul Mediterraneo che Le Corbusier realizzò lungo il sentiero del litorale a Roquebrune-Cap-Martin: una manciata di metri quadrati destinati a lasciare il segno nella storia dell’architettura e del design d’interni.

Il Cabanon di Le Corbusier: il contenuto

Il Cabanon è una struttura di legno – che venne prefabbricata in Corsica per poi essere montata in Costa Azzurra – sormontata da un tetto composto di un unico pannello: se non si trovasse dov’è, farebbe pensare a uno chalet di montagna.

L'interno, a sua volta, è interamente in legno e prende luce da due finestre quadrate di 70 centimetri che guardano, rispettivamente, verso il mare e verso la roccia. Vi trovano posto un'area di riposo, un'area di lavoro, un'area servizi igienici ‘nascosta’ da una tenda, un lavabo preso a prestito da un wagon-lit e un arredamento essenziale che sfrutta al meglio ogni millimetro: un letto, un tavolo e un po' di spazi contenitivi, quelli che i francesi chiamano rangements. Altre funzioni – come la cucina o il soggiorno – sono delegati al giardino esterno (e, qualche volta, alla vicinissima Étoile de Mer!).

Il Cabanon di Le Corbusier: 13 mq. di genialità

L’innovatività del Cabanon sta nel fatto che tutto il suo contenuto è condensato in poco più di 13 m²: una cellula quadrata di 3,66 x 3,66 metri e 2,26 metri di altezza. E non si tratta di misure scelte a caso.

Proprio mentre, nel Dopoguerra, fior di architetti si arrovellano sulla nozione e le dimensioni dell'unità minima dell'abitare, infatti, Le Corbusier arriva a individuare il Modulor, una scala antropocentrica di proporzioni geometriche che Charles-Édouard Jeanneret-Gris concepisce come ‘linea guida’, appunto a misura d’uomo, applicabile universalmente all’architettura. Senza il Modulor, a Le Corbusier non sarebbero certo bastati tre quarti d’ora per progettare il Cabanon che diventa, come lo definisce oggi la stessa Fondation Le Corbusier, “l’archetipo della cellula minima, basato su un approccio ergonomico e funzionalista”.

L’ultimo riconoscimento al Cabanon di Le Corbusier

L’ultimo (finora) riconoscimento al valore universale del Cabanon di Le Corbusier arriva a quasi 70 anni di distanza dalla sua ideazione, niente meno che dal New York Times o, per essere precisi, da T Magazine, il periodico del quotidiano newyorkese.

La celebre testata made in Usa ha infatti affidato a una giuria di esperti di livello internazionale – giornalisti di settore, creativi, architetti, designer e fotografi d’interni – il compito di selezionare le 25 ‘stanze’ più influenti di tutti i tempi: ambienti che “hanno influenzato e ispirato l'interior design nel corso dei decenni, dando forma al modo in cui la nostra mente identifica e valuta uno spazio, qualsiasi spazio”.

Una missione non semplice, la ricerca di luoghi che hanno messo in discussione il modo di concepire la bellezza, l'originalità, le proporzioni, gli arredi, l'arte e tutto ciò che concorre alla visione e alla progettazione di uno spazio. Luoghi, per fare un esempio, come il Pantheon di Roma, inserito all’unanimità nell’elenco dei luoghi eletti da T Magazine, che fa scuola dal 125 avanti Cristo.

Di fronte all’ipotesi di inserire tra le 25 stanze più influenti il Cabanon di Le Corbusier, gli esperti del New York Times non hanno avuto esitazioni.

Informazioni pratiche

Cabanon di Le Corbusier
Sentier Le Corbusier
06190 Roquebrune-Cap-Martin
+33 6 48 72 90 53
Si possono verificare periodi e orari di apertura sul sito di Cap Moderne.