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Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere

Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere

Volete vedere la Provenza con gli occhi del grande pittore olandese? Mettetevi comodi e guardate il docu-film di David Bickerstaff.

Il 29 luglio 1890 muore un genio. Due giorni prima, Vincent Van Gogh si è sparato un colpo di pistola al petto, un colpo letale, in un campo nei pressi di Auverse-sur-Oise, privando il mondo del suo genio. Ad aprile del 2015, nella ricorrenza del 125° anno della morte dell’artista, è uscito nelle sale il docu-film “Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere”, in contemporanea mondiale in oltre mille sale in Europa, Stati Uniti, Canada, America Latina, Nuova Zelanda, Africa, Australia, Asia. Ma da noi è stato, come spesso accade, poco più che una meteora. Eppure...

Le lettere tra Vincent e Theo: dalla corrispondenza al docu-film

Il film ricostruisce in modo ineccepibile la vicenda umana, la personalità, la biografia e le opere di Vincent attraverso l’epistolario che il pittore ha tenuto per tutta la vita con il fratello Theo Van Gogh. E vale la pena vederlo (o ri-vederlo) per indossare i panni dell’artista e lasciarsi emozionare, come lui, dalle vicende della vita e dai colori della Provenza.


Van Gogh in Provenza: la ricerca della luce

Nelle immagini che scorrono sul video, la sofferta storia personale del pittore va di pari passo con una maturazione artistica che, proprio in Provenza, raggiunge il suo apice.

Qui Van Gogh, dopo una serie di tappe, si reca alla ricerca di luce da infondere nei suoi quadri, ma anche nella sua anima tormentata. Ed è ad Arles che Vincent si trasferisce nel 1888, dopo aver lasciato Parigi.

Provenza, incanti e disincanti del pittore olandese

Tra la sua città d’elezione e le campagne intorno, ispirato dai colori della primavera che invade e fa brillare la natura circostante, il genio artistico di Van Gogh si palesa con assoluta evidenza e lo porterà ad una produzione eccezionale di autentici capolavori.

Ma questa terra sarà, purtroppo, anche il luogo dei suoi disincanti, a cominciare dai dissapori con Gauguin, fino al fallimento dell’idea di far fiorire proprio qui una comunità di artisti.

Sempre in Provenza si acuiranno anche i malesseri dell’artista che lo indurranno a ricoverarsi presso l’ospedale psichiatrico di Saint Paul de Mausole, a Saint Remy de Provence: un luogo di quiete che, nonostante il suo stato di salute sia provato da continui alti e bassi, gli permetterà di intensificare l’attività artistica e lasciarci molti altri capolavori.

Due anni di riprese per raccontare una vita

David Bickerstaff ha impiegato due anni per raccontare tutto questo in un docu-film di straordinario rigore. E ci fa rivivere la Provenza con gli occhi di Van Gogh: la narrazione biografica (riuscitissima l’interpretazione del pittore da parte dell’attore Jamie de Courcey) si fonde con una speciale ‘visita guidata’ che attraversa le gallerie, le sale, i magazzini, gli allestimenti del Van Gogh Museum di Amsterdam, promotore della realizzazione del film e custode di gran parte delle opere dell’artista.

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