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Sator arepo tenet opera rotas, al cinema e in Provenza

Sator arepo tenet opera rotas, al cinema e in Provenza

"Tenet", il film di Christopher Nolan, ha riportato in auge il quadrato magico (?!) del Sator.

Tenet e il quadrato Sator Arepo

L'uscita dell'omonimo film di Christopher Nolan ha riportato in auge il termine "Tenet" e il cosiddetto quadrato magico del Sator. Eppure, l’uno e l’altro non sono certo una novità: il Sator Arepo è il quadrato più antico tra quelli conosciuti e la sua prima testimonianza risale al I secolo dopo Cristo.

Mettiamo ordine. L’oggetto misterioso normalmente conosciuto come quadrato Sator Arepo altro non è che il palindromo latino SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, con le parole disposte una sotto l’altra in modo da creare una forma quadrata di 5 lettere per lato. Appare in diverse iscrizioni: la più antica, a Pompei, è per forza di cose precedente all’anno 79, quando l’antica città fu sepolta dalla lava del Vesuvio.

SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS

Tutto il Sator in un film

Nel recentissimo Tenet il regista Christopher Nolan si diverte  a giocare utilizzando tutti gli elementi del quadrato Sator Arepo: Andrei Sator si chiama l'oligarca russo interpretato da Kenneth Branagh (e Kat Sator, Elizabeth Debicki, la moglie); Arepo è il nome di un falsario d'arte spagnonolo che non compare ma viene citato nel film; Tenet coincide con il titolo del film e con il nome dell’organizzazione segreta che recluta il Protagonista, il cui nome non viene mai rivelato; la scena di apertura si svolge in un teatro dell'opera; in una sequenza compaiono alcune guardie che lavorano per la Rotas Security.

Tenet, il film di Christopher Nolan

Sator arepo tenet opera rotas, due enigmi irrisolti…

All’iscrizione bimillenaria sono legati due enigmi. Un enigma è “storico-geografico”: il quardato Sator compare in epoche e luoghi molto distanti tra loro, e difficilmente riconducibili a un unico nesso. In Francia se ne trovano diversi esemplari, ben distribuiti sul territorio, come pure in Italia.

Sator della chiesa dei Santi Pietro e Orso ad Aosta. Le parole sono disposte in cerchio

L’enigma del significato dell’iscrizione, a sua volta, ha incuriosito nel tempo molti studiosi: da un lato ha dato luogo a varie ipotesi, che ricorrono per lo più a interpretazioni esegetiche ebraiche o cristiane; dall’altro, ha suscitato non poche perplessità sulla validità di queste ultime in numerosi storici dell'antichità romana.

…e qualche certezza

In primo luogo, le lettere della frase SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, proprio perché inscritte in un quadrato di 5 per 5, possono essere lette dall'alto verso il basso, dal basso verso l'alto, da sinistra a destra e da destra a sinistra. La possibilità della duplice lettura, in orizzontale e in verticale, è dovuto al fatto che ognuno dei cinque termini della frase è un acrostico, un mesostico o telestico di tutte e cinque le parole.

In secondo luogo, cambiare l'ordine di lettura non altera in alcun modo il significato della frase dal punto di vista grammaticale latino. In altre parole, se il luogo delle parole non è lo stesso, il significato è lo stesso.

In terzo luogo, la griglia si presta anche a una lettura bustrofedica (cioè che va avanti e indietro, come si muove un aratro sul terreno), sempre senza alterare il significato della frase.

Infine, la parola Arepo è un hapax: non compare in nessun altro luogo della letteratura latina. È ipotizzabile che si tratti di un nome proprio, con ogni probabilità inventato per far funzionare il palindromo.

Sator arepo in Provenza

Come accennato, in Francia esistono numerosi esemplari del quadrato: nelle Alte Alpi, nei Pirenei Orientali, nelll’Isère e nella Charente Maritime le iscrizioni più antiche; nel Lot-et-Garonne, nel Vaucluse, nell’Ardèche, nell’Alta Loira, in Dordogna, in Vandea e nelle Bocche del Rodano quelle più recenti.

Tra quelle di maggior interesse, tre sono nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

L’esemplare più annoso è nel comune di Aspres-sur-Buech, nelle Alte Alpi, ed è rintracciabile con facilità: l’incisione si trova su una lastra di marmo fissata accanto al portone del castello del borgo. Sempre nelle Alte Alpi, ma di minor interesse, un’altra lastra di pietra si ritrova sul muro di un granaio a Fontgillarde, micro frazione di Molines-en-Queyras.

Il Sator arepo più recente è nella carrière Mireille, una miniera in disuso poco distante da Les-Baux-de-Provence. Il luogo non è accessibile perché pericolante, ma le rare testimonianze fotografiche mostrano la scritta in caratteri rossi sullo fondo di un muro bianco, il che farebbe pensare all’opera di un proto-writer: sono molte, del resto, le tracce testuali e figurative all’interno della miniera.

Il quadrato più celebre della Provenza fa mostra di sé su un muro di Oppède-le-Vieux, tipico villaggio arroccato del Vaucluse, nella zona meridionale del Luberon.

Quadrato Sator di Oppède-le-Vieux

Il Sator di Oppède-le-Vieux

Le stradine di Oppède-le-Vieux sono piene di misteri, e il Sator arepo è uno di questi: l’incisione è tracciata su una pietra quadrata incastonata nel muro esterno di una casa privata.

Non lontano dalla fortezza, il luogo è accessibile solo a piedi. Il quadrato magico fa parte delle pietre che delimitano il portone, rispetto al quale è posto sulla destra per chi guarda, a qualche decina di centimetri dalla base.

Il Sator di Oppède-le-Vieux, alla destra del portone

Altra particolarità del Sator arepo di Oppède-le-Vieux – ma il fenomeno non è raro –, due lettere, la “S” e la “N”, sono sempre scritte capovolte orizzontalmente, come apparirebbero se fossero riflesse in uno specchio. Un altro mistero...