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La cicala “canta”? È la sinfonia dell’estate!

La cicala “canta”? È la sinfonia dell’estate!

Anche tendendo bene le orecchie, è impossibile sentire un frinito prima che la temperatura esterna arrivi a 22 gradi. Perché? Ecco le risposte, che divertiranno anche i vostri bambini.

Curiosando tra i negozietti provenzali, vi accorgerete subito che la cicala è il simbolo di questa regione. Sì, la sua immagine rallegra le tovaglie, decora ceramiche e stoviglie, si moltiplica all'infinito sui tessuti, fa capolino nei posti più impensati. E, come ci ricorda Peter Mayle nel suo Provenza dalla A alla Z, potete trovarne dei materiali più disparati, dal ferro al legno, dalla plastica al... ciccolato: tra le più originali, per l'aspetto e per la modalità di produzione, ci sono senz'altro le cicale di Christian Frisetti.

Ma come si spiega tutta questa celebrità?

La cicala non è apprezzata per questioni estetiche (ci vorrebbe coraggio), ma per le sue doti canore: il suo verso, infatti, è per tutti il suono dell’estate. Un po’ assordante, per la verità - tanto che alcuni hanno definito il frinito “orchestra di Provenza” – ma pur sempre un segnale acustico importante: la bella stagione è arrivata e promette di restare a lungo.

Chi canta e perché?

Quando il frinito inizia, si può stare tranquilli che le cicali saranno instancabili compagne fino al primo accenno di autunno. Ma è più corretto dire “instancabili compagni”. Infatti, chi canta è solo il maschio: si tratta di una sorta di serenata che ha lo scopo di attrarre una femmina per mettere su famiglia. E che famiglia! La femmina depone in genere dalle 300 alle 500 uova e da queste nascono le larve che passeranno dai 3 ai 6 anni sotto terra. Una 'gioventù nascosta' molto lunga, se si considera che l’insetto adulto vive poi solo poche settimane!

Un richiamo d’amore molto complesso

Come fanno le cicale a produrre il suono? Fanno vibrare delle membrane (dette 'cimbali') contraendo e rilassando la muscolatura dell'addome. E quest'ultimo fa da cassa di risonanza e amplifica il suono, con risultati, spesso, da… rottura di timpani. Ne sanno qualcosa i parigini in vacanza in Provenza.

A parte le numerosissime cicale provenzali, nel solo Luberon si contano più di 16.000 specie di insetti, ovvero… il 50% di tutte quelle che si trovano in Francia! Esistono, ad esempio, 53 tipi diversi di formica. Chissa se c'è anche quella che ispirò La cicala e la formica, la favola che Jean de la Fontaine scrisse parecchi secoli dopo la prima versione di Esopo (dove gli insetti, però, erano greci). Ma la cosa davvero stupefacente è rappresentata dalle farfalle: le colline sono abitate da più di 2.000 specie. Sarà una delizia fare qualche passeggiata con i vostri bambini, andare “a caccia” di farfalle e osservare i loro voli leggiadri e le ali variopinte, che valgono di sicuro qualche bella foto-ricordo della vacanza!


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