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Boudiou, tarpin, degun. Chiaro, no? Benvenuti al Sud

Boudiou, tarpin, degun. Chiaro, no? Benvenuti al Sud

Dieci anni di lezioni di francese e vi sembra di non capire niente? Normale. Ecco un mini prontuario di espressioni provenzali e marsigliesi uscito fresco fresco da una serata milanese.

È successo anche a noi qualche sera fa, al “Rendez-Vous en Provence” organizzato dai nostri amici di Pret à Parler, la scuola di francese più originale di Milano. Eravamo lì per un apéro a base di vin rosé, pastis e tapenade. Per ascoltare Philippe, pronto a svelarci tutti i segreti della lavanda. E per raccontare un po’ di Provenza ‘a modo nostro’.

È la formula della scuola: chiacchierate con persone madrelingua su temi interessanti (Philippe e la sua lavanda, appunto), l'aperitivo come momento di distensione e socializzazione, e il gioco con le parole come occasione di scoperta della parte più verace di una lingua straniera…

Rendez-vous en Provence: divertendosi si impara

I foglietti misteriosi

Sta di fatto che è andara così. L’artista giardiniere – con la sua foltissima chioma riccia e una camicia a motivi provenzali che avremmo voluto rubargli – spiegava che anche i pollici più neri possono far sopravvivere un cespuglio di lavanda su un balcone in pieno centro di Milano: il problema, semmai, è procurarsi il balcone.

Philippe, artista giardiniere di Pret à Parler, tra le sue piante di lavanda

Intanto, tra i partecipanti, cominciava a circolare qualche strano foglietto. O meglio, qualche foglietto con scritte sopra strane parole: "boudiou", “tarpin”, “degun”…

Per capire il significato non sarebbe bastato un DELF (Diplôme d'Etudes en Langue Française) e neppure un DALF (Diplôme Approfondi de Langue Française); per capire che non fosse proprio la lingua che parlano su France 1 bastava un’occhiata.

Così è toccato ad Aurélie, marsigliese AOC, svelare l’arcano e spiegare perché, se fate due chiacchiere con qualcuno delle sue parti, rischiate di non capire niente.

Peuchère. Chiaro, no?
Per chi è curioso di sapere, ecco il significato delle tre parole misteriose, insieme a qualche altra espressione da imparare a memoria per fare una figurone da Aix-en-Provence a Marsiglia  e anche un po' più in là.

Boudiou

Bon Dieu!
Esprime ammirazione, collera o stupore. Ma Boudiou è anche un simpatico ristorantino di Marsiglia. Il caffè, invece, bevetelo qui.

Cagnard

Solleone
Da cui “s’encagnarder”: restare al sole come lucertole. In altre parole, se lezarder.

Degun

Nessuno
“Y'a dégun” significa “non c’è nessuno”. Cioè nul, personne, pas un chat (neanche un cane!).

Fada

Matto, suonato, stordito (al femminile, fadade)
Ma anche appassionato: un tifoso dell’OM è sicuramente "un fada de foot !".

Peuchère

Poveretto/a
Espressione provenzale usata per indicare una certa compassione ‘solidale’: " il est fatigué, peuchère !".

Tarpin

Molto
“J'ai tarpin faim !" : ho così fame che mangerei una gamba del tavolo.

Ah, ecco: il “pastaga” è il pastis, l’aperitivo. E il “pastis” è il disordine: chiaro, no?

Comunque, niente paura: anche il francese ufficiale sta cominciando a ‘sdoganare’ alcune di queste espressioni. Il Petit Robert 2017 (che è un po’ come lo Zingarelli per noi) ha appena accolto degun e l’equipe di lessicografia, sommersa da un mare di richieste, ha già deciso di far posto anche a tarpin e a qualche altro modo di dire tipico del Sud.

Per fare un po’ di esercizio

In attesa del prossimo appuntamento provenzale (che arriverà dopo la pausa estiva: tenete d’occhio gli eventi), provate a tradurre "Hier il y avait dégun sur la plage et aujourd’hui, il y a tarpin de monde" !

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