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Un gigante in Provenza

Un gigante in Provenza

1912 metri di altezza e maestosità: è il gigante della Provenza e lo conosceva anche Petrarca. E voi?

Vaucluse, Provenza. Il Mont Ventoux è la vedetta che dall’alto sovrasta l’intero dipartimento e molti deliziosi villaggi provenzali; con i suoi 1912 metri di altezza, “il gigante della Provenza” è l’occhio verde del Vaucluse ed è probabilmente il massiccio più conosciuto della regione, visibile anche da distanze notevoli.

Il Mont Ventoux visto da Mirabel-aux-Baronnies.jpg

Incontro a tre sulla cima del Mont Ventoux

Dichiarato Riserva della Biosfera dall’Unesco nel 1990, il Mont Ventoux è unico nel suo genere: è il monte dove s’incontrano un paesaggio lunare, l’ambizione di ogni ciclista e il top della letteratura italiana.

Turisti preistorici

Famoso anche per le distese di lavanda e i vigneti che si stendono ai suoi piedi, il Mont Ventoux ha uno charme irresistibile, che attira visitatori fin dalla notte dei tempi.

Vigneto ai piedi del Mont Ventoux

Le tracce dei primi “turisti” del massiccio si trovano sul versante Nord della montagna; su questo lato infatti, nel 1997 è avvenuta la scoperta della cosiddetta Grotte aux Ours. Si tratta proprio degli orsi, e in particolare dell’orso bruno che, a giudicare dai reperti, abitava il monte in epoca preistorica.

Quello del Mont Ventoux è uno dei siti archeologici preistorici più importanti d’Europa, proprio grazie alla scoperta della Grotta: vi sono infatti decine di migliaia di reperti fossili, relativi a questi orsi provenzali risalenti al tempo dell’uomo di Neanderthal, rimasti intatti. Appassionati di storia e archeologia, che aspettate?

Una lettera dal Mont Ventoux

26 aprile 1336. A questa data simbolica risale la lettera di Francesco Petrarca, uno dei protagonisti della letteratura italiana, a Dionigi di Borgo San Sepolcro. Nella lettera, intitolata “Ascesa al Monte Ventoso”, Petrarca scrive della salita verso l’apice del gigante della Provenza, affrontata insieme al fratello.

Francesco Petrarca in un affresco di Andrea del Castagno, Galleria degli Uffizi, Firenze.jpg

Le parole del poeta lasciano trasparire la fatica fisica e la riflessione tormentata di Petrarca, che vive questa impresa come metafora di purificazione spirituale. Certo è che anche per lui la vegetazione si fa sempre più rada, il sole più cocente e, finalmente, il poeta giunge alla vetta, guadagnandosi inconsapevolmente il titolo di primo uomo ad aver scalato il massiccio, o quanto meno ad aver lasciato traccia dell’impresa: da illustre letterato candidato alla corona di alloro, Petrarca diventa il mito degli alpinisti.

Facile, medio, difficile: percorsi a piedi verso la cima

Oltre a essere riserva naturale, luogo di scavi archeologici e fonte d’ispirazione di Petrarca, il Mont Ventoux è anche uno dei luoghi più interessanti della Provenza per gli escursionisti. Ogni anno, centinaia di appassionati, dilettanti e professionisti, decidono di sperimentare il monte.

Il Mont Ventoux d'estate

Per arrivare in cima, i punti di partenza sono tre: Sault, Malaucène e Bédoin, a seconda del livello di abilità e di esperienza. Sault è il sentiero più semplice, il preferito dagli appassionati di fotografia che hanno a disposizione moltissime opportunità di inquadrature diverse e una strada lunga ma con pochi ostacoli. Malaucène, adatto a chi è già più esperto, è un sentiero perfetto per chi ama il rischio ma non l’eccesso; gli ‘scalatori’ arrivano da Bédoin: proseguendo verso la cima, vedono il verde scomparire, sentono l’ossigenazione rarefarsi e scorgono… la luna.

La cima del Mont Ventoux, infatti, è priva di vegetazione, un po’ perché l’ossigeno scarseggia, un po’ perché il vento soffia senza interruzione: si tratta del Mistral, che arriva freddo da Nord e scava nel monte crateri molto simili a quelli lunari, rendendolo unico nel suo genere.

Paesaggio lunare sul Mont Ventoux

Sulla luna con due ruote!

Il Mont Ventoux è una meta obbligatoria per chi è appassionato di ciclismo. Dal 1951, infatti, il massiccio è una tappa temuta e quasi fissa del Tour de France, e per tutti i ciclisti che vogliono mettersi alla prova la sua cima è nella lista delle esperienze da provare almeno una volta nella vita.

Ciclisti sulla cima del Mont Ventoux

I percorsi principali, come per l’alpinismo, partono da Sault, Malaucène e Bédoin. Per chi affronta la salita a pedali, la via più ripida è quella che parte da Bédoin, che è anche il percorso ‘classico’ del Tour de France: lo stesso lungo il quale si arrampicarono il mitico Fausto Coppi negli anni ’50, Marco Pantani il Pirata nel 2000 e molti altri prima e dopo di loro.

Conquistare la vetta è una sfida che si pongono in molti. Anche perché, tra i crateri lunari, il paesaggio suggestivo e – d’inverno – la neve, si arriva sulla Luna con due ruote.

Irene Palumbo - Redazione junior

La cima del Mont Ventoux sotto la neve

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