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Massiccio dell’Estérel: mare, natura e leggenda

Massiccio dell’Estérel: mare, natura e leggenda

St. Raphael, Fréjus, Bagnols-en-Forêt e Les Adrets de l’Estérel: dove è nata la leggenda della Fata Estérelle, dove la terra si è staccata per diventare la Corsica e dove il brigante Gaspard de Besse ha nascosto il suo tesoro. Pronti?

Tra Mediterraneo e Provenza, il Massiccio dell’Estérel, con i suoi 32mila ettari di roccia rossa e vegetazione verde scuro, si estende sul territorio di quattro comuni: St. Raphael, Fréjus, Bagnols-en-Forêt e Les Adrets de l’Estérel.

L’Aceto non si beve, si scala

Se vi piacciono le arrampicate e i panorami visti dall’alto, sul massiccio dell’Estérel avete solo l’imbarazzo della scelta: potete raggiungere il picco dell’Orso, la roccia Saint-Barthélémy, il calanco e capo del Dramont, il belvedere di Capo Rosso (Cap Roux). O salire fino in cima all’Aceto: con i suoi 614 metri, il monte più alto dell’intero massiccio. Se invece volete rinfrescarvi, puntate verso la gola del Perthus e quella del Malinfernet, con le loro sorgenti, o sulle gole del Blavet, nel territorio di Bagnols-en-Forêt.

Piedi, ruote o zampe? A voi la scelta

Comunque vi muoviate, il massiccio dell’Estérel ha qualcosa da proporvi, insieme a una natura ben custodita e piena di profumi e di colori. In auto potete percorrere una rete di 42 chilometri, ma a piedi potete godervi 40 km di sentieri, in mountan bike avete disposizione 100 km di circuiti VTT segnalati e potete percorrerne altrettanti sulle piste per i cavalli!

Quando la terra… navigava

Secondo la leggenda, il massiccio deve il suo nome alla fata Estérelle: le donne si sarebbero rivolte a lei per ricevere in dono la fecondità. La realtà, invece, smentisce in pieno la fantasia, associando il nome di quest’area alla sterilità di un terreno acido e poco fertile.

Il colore unico del Massiccio dell’Estérel è dovuto alla riolite, la roccia rossa nata dalla colata lavica che qualche milione di anni fa – il massiccio ne ha ‘solo’ 250 – diede vita a questo sperone tra uno spostamento e l’altro della placca tettonica: uno dei precedenti aveva staccato l’Estérel dalle coste dell’Africa e lo aveva portato in qui; uno dei successivi portò alla deriva un pezzo del massiccio, e così nacque la Corsica.

Caccia al tesoro del brigante gentiluomo

Sul massiccio dell’Estérel, prima di voi sono passate tutte le civiltà del Mediterraneo: mentre state camminando, dietro la curva del sentiero potete inciampare in un menhir, o una fontana romana o una fortificazione, o finire sulla via Aurelia che segue la costa fino ad Agay. Nel Medioevo furono gli eremiti a rifugiarsi qui: la grotta di Saint-Honorat sta lì a testimoniarlo. E qualche secolo più tardi fu la volta dei prigionieri fuggiti dalla colonia penale di Tolone.

Ma la storia che potrebbe prendervi di più è quella di Gaspard de Besse, il  brigante gentiluomo. Gaspard avrebbe infatti nascosto il suo tesoro nel massiccio dell’Estérel, ma nessuno l’ha ancora trovato. Ci volete provare? Tentar non nuoce…

Natura 'certificata'

Circa metà del territorio del massiccio dell’Estérel fa parte della rete Natura 2000, un insieme di siti naturali europei, terrestri e marini, che si caratterizzano per la rarità o la fragilità delle specie selvatiche, animali e vegetali, e dei loro habitat.

 


Immagine della testata: Estérel, spiaggia e rocce © M. Gomez - Saint Raphaël Tourisme

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