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Appuntamento a Valsaintes alle 14 e 32 del solstizio d'inverno

Appuntamento a Valsaintes alle 14 e 32 del solstizio d'inverno

O in qualunque altro giorno dell'anno, a qualunque ora. Non mancare.

Ha qualcosa di magico il solstizio d'inverno all'abbazia di Valsaintes, nelle Alpi di Alta Provenza.

Appuntamento a Valsaintes

L'appuntamento, anno dopo anno, è alle 14.32 precise. Il sole si trova esattamente in linea con l'asse della chiesa. Il disco della luce solare penetra attraverso l'occhio di bue posto sulla facciata sud e illumina con precisione millimetrica il punto centrale dell'altare.

La facciata dell'abbazia di Valsaintes

E gli altri 364 giorni dell'anno? Cosa succede in questo bellissimo angolo di Provenza?

Jean-Yves Meignen, un giardiniere che la sa lunga

Se la magia all'interno della chiesa si verifica una volta l'anno, il complesso di Valsaintes merita una visita in qualunque stagione, per ammirare i suoi molteplici giardini, affacciarsi su un panorama a perdita d'occhio sul Luberon e respirare un'atmosfera di calma e serenità alla quale è impossibile sottrarsi.

Nei giardini di Valsaintes

A raccontare la storia di questo posto straordinario e della sua ancora più straordinaria rinascita è Jean-Yves Meignen, giardiniere, ideatore e creatore dell'universo verde e fiorito che circonda l'abbazia.

Le rose di Jean-Yves nei giardini di Valsaintes

500 specie di rose nei giardini di Valsaintes.JPG

Jean-Yves Meignen è arrivato qui nel 1996 e, insieme agli altri soci dell'associazione Athre, ha acquisito questi luoghi semi abbandonati. Ognuno di loro, poi, ha messo in gioco tutte le sue capacità per trasformarli in un paradiso in terra. Pardon, in Provenza.

Oggi lo è, a partire dai roseti. Dal 1996 al 2000, Jean-Yves ha piantato nel terreno di Valsaintes più di 600 specie e varierà di rose. Poi, la natura stessa - con quattro anni consecutivi di grande siccità - ha selezionato le 500 abbastanza robuste da poter resistere e integrarsi nello spirito dei luoghi. Ma non da sole.

Il roseto di Valsaintes

"Un giardino di rose", ci spiega il giardiniere cicerone, "associa alle rose molti altri vegetali, per creare un insieme armonioso in cui le caratteristiche decorative di ogni pianta si esprimono lungo il filo delle stagioni". Anche quando le rose non sono in fiore, in altre parole, il giardino continua a essere un vero e proprio spettacolo.

"Insieme alle rose mettiamo piante da bulbo, arbusti, specie perenni e piante annuali, rispettando le esigenze di ciascuna per favorire la collaborazione reciproca". Un compito speciale, poi, è affidato alle piante aromatiche: con i loro profumi, aiutano le piante di rosa a salvaguardare il proprio equilibrio nella convivenza quotidiana con gli insetti.

Rose addossate al muro a Valsaintes

Il giardino secco

"Fin da quando siamo arrivati", si infervora Jean-Yves mentre ci 'presenta' il suo jardin sec ai piedi di una roccia di grès a strapiombo, "abbiamo indentificato in questa zona più esposta al sole e al vento, dove il terreno è poco profondo e il clima particolamente secco d'estate e rigido d'inverno, alcune specie native estremamente resistenti. Da subito, abbiamo pensato di preservare e valorizzare questo patrimonio vegetale, fatto di lavanda aspic, santoreggia, timo, elicriso e altre piante endemiche, e delle oltre 300 specie che abbiamo piantato dopo averle selezionate per la loro resistenza al freddo e alla mancanza d'acqua".

Il giardino secco di Valsaintes

Al contrario dei roseti, il giardino secco non viene mai annaffiato ed è lasciato crescere completamente da solo. "In questo modo", spiega Jean-Yves, "abbiamo la possibilità di osservare i comportamenti della natura in un contesto simile a quello che i cambiamenti climatici in corso stanno diffondendo sempre di più".

Che cos'è l'agroecologia

L'ultimo nato nei giardini di Valsaintes è l'orto agroecologico, disposto a terrazze, affacciato a mezzogiorno e ben riparato dai venti che arrivano da nord. Ma che cos'èl'agroecologia?

L'orto agroecologico dell'abbazia di Valsaintes

"Si tratta", ci viene in soccorso Jean-Yves, "di un movimento agricolo e filosofico che si fonda su una combinazione di più fattori: da un lato, tecniche di coltivazione rispettose dei cicli naturali; dall'altro, una dimensione umana fatta di condivisione, sobrietà, non spreco, innocuità e altri valori umanistici. La realizzazione dell'orto", prosegue, "è cominciata nel 2015 con l'aiuto di volontari che oggi si occupano anche della sua manutenzione. Anche grazie a loro, l'orto è diventato uno spazio educativo che ci permette di organizzare stage e accogliere piccoli gruppi di bambini e adulti".

Pane per i denti di Jean-Yves che - scopriamo poco a poco entrando un po' più in confidenza - è una sorta di Alberto Angela del mondo vegetale: giornalista e divulgatore scientifico, tiene conferenze in tutto il Sud della Francia, collabora con diverse emittenti radiofoniche e scrive su riviste specializzate a diffusione nazionale.

Dodici monaci da Silvacane a Valsaintes

Ma torniamo un po' indietro. Che Valsaintes fosse un posto speciale l'avevano già capito, intorno al 1180, i monaci cistercensi inviati nell'allora Vallis Sancta dall'abbazia di Silvacane. Bertrand Raimbaud, signore di Simiane (oggi Simiane-la-Rotonde), aveva infatti donato alla più celebre abbazia delle Bocche del Rodano la signoria di Boulinette (così si chiama la località su cui sorge il complesso). E il piccolo manipolo di religiosi, oltre a lavorare la terra, manutenere i boschi e coltivare l'arte della lavorazione del vetro, costruì la chiesa e alcune abitazioni.

La porta d'ingresso dell'abbazia di Valsaintes

Prima ancora, però, questo posto aveva attirato l'attenzione di qualcun altro: l'oppidum costruito sulla roccia chiamata Dragon era abitato già nel Paleolitico.

Ma le vestigia più interessanti, almeno secondo noi, sono quelle di un antico santuario celtico consacrato alla divinità solare Bélénos (da cui il toponimo di Boulinette), e i resti di un calendario protostorico di pietra.

La roccia dalle uova d'oro

Se pensate che solo alcuni animali possono fare le uova, la Provenza è in grado di smentirvi e stupirvi ancora una volta. Un'altra particolarità di Valsaintes, infatti, sono le uova che escono dalle rocce.

Le uova di pietra della roccia Dragon a Valsaintes

In realtà non è un fenomeno che si verifica solo qui. Nelle pareti rocciose di grès si formano dei noduli più densi della materia che li circonda; col tempo assumono una forma ovoidale e, a causa dell'erosione, finiscono per staccarsi.

Anticamente sì generò la credenza che la dea Terra, identificata con la roccia Dragon, deponesse le uova, e la forma della roccia, arrotondata come il ventre di una donna incinta, diede impulso al culto legato alla fecondità. Inutile dire che i monaci, al loro arrivo, rimisero le cose a posto a modo loro e consacrarono la roccia alla Vergine Maria.

Cosa fare all'abbazia di Valsaintes

L'associazione Athre organizza molteplici attività, come visite guidate del giardino (in estate), stage di giardinaggio e passeggiate botaniche.

Jean-Yves, oltre ad accompagnare i visitatori, è un prezioso consulente richiestissimo in ogni parte della regione: a noi lo ha nominato Christophe che, grazie alle sue indicazioni, ha debellato con metodi naturali una malattia che aveva colpito gli alberi di castagno del Mas de la Lause.

Un sentiero attraversa i giardini di Valsaintes

All'abbazia, inoltre, si può:

  • far compere: piante e prodotti omeopatici e aromaterapici per la cura dei giardini, ma anche libri, prodotti alimentari e di profumeria, sono in vendita sul posto;
  • dormire: l'abbazia affitta alcune stanze e un gite, e fare colazione con lo sguardo che si perde nel Luberon è una sensazione impareggiabile;
  • partecipare: spesso l'Abbazia o altri soggetti organizzano eventi in questa location privilegiata, come i concerti che si tengono all'interno o sul sagrato della chiesa.

Fare colazione a Valsaintes

Informazioni

I giardini e l'abbazia di Valsaintes si trovano a 4 km da Simiane-la-Rotonde, in località Boulinette. Per saperne di più è possibile consultare il sito dell'abbazia di Valsaintes o chiedere informazioni al +33 (0)4 92 75 94 19 - .

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