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Alpilles: montagne da far girare la testa, ma non per l'altitudine

Alpilles: montagne da far girare la testa, ma non per l'altitudine

Montagna, roccia, boschi, vigne, macchia mediterranea, oliveti, villaggi: scegliete il ‘vostro’ modo per scoprire le Alpilles, dove la natura regna incontaminata e protetta.

Sarà per l’armonia dei paesaggi, sarà per la natura incontaminata e protetta, sarà per i villaggi che invitano alla calma… Qui tutto è da assaporare senza fretta. Siamo nella zona delle Alpilles, una sorta di triangolo che si allunga da appena sotto Avignone, dove la Durance si getta nel Rodano (il vertice), fino ai confini con la Camargue (la base).

Alpi in miniatura

A dare il nome a questo territorio, un po’ fuori dalle zone più battute della Provenza ma ugualmente facile da raggiungere (scommettiamo?), è una catena di montagne calcaree circondata da vigne e oliveti. Tra Orgon (a est) e Saint Etienne de Grès (a ovest), i trenta chilometri delle ‘piccole Alpi’ (l’altezza massima sfiora i 500 metri di altitudine) fanno la gioia di chiunque.

Vi piace camminare a piedi, zaino in spalla? Il Parco Naturale delle Alpilles propone percorsi e sentieri di tutti i gradi di difficoltà e per tutti i livelli di allenamento. Preferite pedalare? D’estate, ma non solo, decine di ciclisti (i più allenati) fanno saliscendi da un lato all’altro delle montagne, mentre famiglie al completo le costeggiano lungo la base; se pensate di non avere abbastanza fiato, potete noleggiare una bici a pedalata assistita (vélo électrique): Sun-e-bike ad esempio, ha la sua base a Saint-Rémy-de-Provence e punti per ricaricare le batterie a Eygalieres, Fontvieille et Maussane-les-Alpilles. Non scendereste mai dalla vostra moto? Dietro ogni curva, specie nel tratto della D5 che porta da Saint-Rémy verso Les-Baux-de-Provence, un paesaggio diverso vi si schiude davanti agli occhi (ma voi continuate a guardare la strada, o fermatevi su una piazzola se volete godervi il panorama).

I paesaggi delle Alpilles

I paesaggi, dalle parti delle Alpilles, sarebbero un susseguirsi di colpi al cuore, se non fosse per quella loro capacità naturale di sciogliere le tensioni alla stessa velocità con cui si liquefa una zolletta di zucchero in una tazza di té. Tra gli speroni di roccia calcarea coperti di macchia mediterranea, i boschi di querce e le foreste di pini si confondono per non lasciar capire dove gli uni finiscono per fare spazio alle altre.

I campi coperti dagli ulivi si stendono a perdita d’occhio, interrotti qua e là dalle distese dei girasoli, dai vigneti o, di quando in quando, da un viale di cipressi: il più delle volte, le due file di piante svettanti costeggiano una strada di ghiaia bianca che porta a una bastide restaurata, o a un’antica fattoria con i muri di pietra. Difficile, in ogni caso, che lo sguardo possa arrivare fino alla casa: la privacy, da queste parti, è sacra.

La "Route Jean Moulin", tra storia e paesaggio

Tra i tanti percorsi per apprezzare le Alpilles, uno dei nostri preferiti è un tratto della Route Jean Moulin-Chemin de la liberté. Questa strada – che va da Saint-Andiol a Salon-de-Provence passando per Eygalières – è dedicata a un eroe della storia francese, Jean Moulin appunto, che proprio qui – cacciato da Parigi dal regime di Vichy – prese i suoi primi contatti con la resistenza nascente.

E appunto da queste parti, nella notte tra l’1 e il 2 febbraio del 1942, si fece paracadutare insieme a due compagni per riunire sotto la direzione del generale De Gaulle i movimenti della resistenza di questa zona non occupata.

E voi come pensate di arrivare? A piedi, in bici, in moto, in macchina o… in paracadute?

 


Immagine della testata: alberi di ulivo nelle Alpilles © BD - OT Saint-Rémy-de-Provence

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