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Sei un pomelkophile? Ti aspettiamo a Ménerbes

Sei un pomelkophile? Ti aspettiamo a Ménerbes

Per gli appassionati di cavatappi, il museo di uno dei villaggi più belli del Luberon racconta la storia di un “arnese” tanto utile quanto antico.

Quando andiamo in un’enoteca o in un ristorante dove possiamo contare su un menù di vini in bottiglia, in genere troviamo un sommelier che porta con sé un cavatappi professionale a doppia leva: un oggetto relativamente semplice, di forma affusolata, molto pratico e poco ingombrante. È composto da un corpo in metallo che può essere di acciaio o di altre leghe, da una spirale, da un piccolo coltellino dentato e da un doppio dente di appoggio che servirà, appunto, da leva. Semplice, no? Solo da poco e solo all’apparenza: per arrivare fin qui, ne sono passati di anni!

Un po’ di storia, dai cannoni ai colli di bottiglia

L'origine del cavatappi, che sembra risalire alla metà del '400, è legata alla produzione delle armi. C'è chi sostiene, infatti, che derivi dalla verga attorcigliata e spiraliforme utilizzata per rimuovere le palle di piombo incastrate nelle bocche dei cannoni e per recuperare la stoppa impiegata per pulire le canne delle armi.
 L'armeria inglese Messrs Holtzapffel di Charing Cross, che nel 1680 ottenne il brevetto per fabbricare questo ferro, a riprova di questa tesi, produceva anche cavatappi. Così altri fabbricanti di armi, oltre ai fabbri e ai piccoli artigiani, iniziarono a studiare e produrre queste “viti per bottiglie”.

Dal XVII secolo ad oggi, dunque, la storia del cavatappi è contrassegnata da un continuo sviluppo che ha reso questo oggetto pratico e maneggevole, ma anche elegante e originale. In pratica, una volta risolto il problema ingegneristico di realizzare un cavatappi efficiente e robusto, si è dato il vialibera alla fantasia e della decorazione.

Ménerbes, dal museo alla cantina il passo è breve

Avviso per tutti i pomelkophiles, cioè gli appassionati di cavatappi: se state girovagando per il Lubéron e passate per Ménerbes, bel borgo fortezza che si estende su un costone panoramico affacciato da un lato sulla pianura e dall’altro sulla collina boscosa, non potete mancare una visita al Musée du tire-bouchon che fa parte del Domaine de la Citadelle. Questo piccolo museo descrive i mille modi per stappare una buona bottiglia di vino e permette una visita alle cantine con botti di rovere cui segue una degustazione di vini.

In pratica, si tratta di una collezione di cavatappi, ben in mostra in una vasta ed elegante sala in penombra,che rislgono a secoli diversi e provengono da vari paesi. Esposti in nicchie e vetrinette, ciascuno è identificato e datato da un apposito cartellino. Notevoli i voli di fantasia: si va dal cavatappi erotico (da vedere più che da descrivere), al cavatappi camuffato da viticcio o grappolo d’uva, o a quello del cinofilo, con la manopola a forma di testa di cane; poi ci sono cavatappi con la manopola d’avorio, d’osso e d’argento scolpito. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

E le bottiglie? Sono lì, a pochi passi dal museo, nel caveau de dégustation. Dopo aver visto ben 1.200 cavatappi in bella mostra, perché non vederne qualcuno al'opera e concludere la visita con un bicchiere di vino eccellente? Alla vostra!

A proposito di vino, vi è mai passato per la testa di dormire in una botte come Diogene?

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