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Nizza capitale europea della cultura, l’Italia c’è

Nizza capitale europea della cultura, l’Italia c’è

Nizza punta a diventare Capitale europea della cultura nel 2028. Coinvolgendo anche alcune città italiane.

Nizza candidata Capitale europea della cultura 2028. Con un po’ di Italia

Il 2 gennaio la città di Nizza ha presentato ufficialmente al Ministero della Cultura francese la sua candidatura a Capitale europea della cultura nel 2028. La notizia era nota da tempo, anche perché la formalizzazione della candidatura implica la presentazione di un dossier di pre-selezione complesso e articolato che ha comportato il coinvolgimento di molti soggetti pubblici e privati, non solo locali.

L’ufficializzazione sancisce anche il coinvolgimento di Cuneo, Imperia, Sanremo, Ventimiglia e i loro territori nella candidatura di Nizza a Capitale europea della cultura. In effetti, con la Costa Azzurra il territorio italiano in questione intrattiene da sempre un solido rapporto a più dimensioni: storico, culturale, economico-occupazionale e turistico. I flussi transfrontalieri in entrambe le direzioni sono una realtà consolidata di proporzioni considerevoli inogni stagione dell'anno.

Nizza, Museo Matisse - Foto: © H. Lagarde, OTC Nice

Il tema della candidatura di Nizza a Capitale europea della cultura

Il tema della candidatura di Nizza a Capitale europea della cultura è “Nizza 2028, collegare l'inaspettato!”.

Come ha spiegato Jean-Jacques Aillagon, Presidente della candidatura Nizza 2028 e già Ministro della Cultura e della Comunicazione francese, «Nizza ha fatto una scelta inaspettata proponendo di fare della consapevolezza delle problematiche legate al cambiamento climatico e, per estensione, della messa in discussione di queste tematiche in nuove pratiche culturali, l'asse portante del suo progetto per il 2028».

Aillagon ha specificato che «La candidatura di Nizza vuole dimostrare che un futuro più sostenibile e duraturo è possibile e che questo futuro richiede anche l'affermazione di scelte culturali rilevanti e persino, in alcuni casi, una rivoluzione nel modo in cui la cultura viene creata, promossa, condivisa e ospitata».

La grafica di Nizza 2028

I tre filoni di una candidatura che chiama in causa l’Italia

Dal punto di vista geografico, culturale e ideale, Nizza è il crocevia tra una topografia naturale ricca di storie condivise e una topografia virtuale che tesse un’ampia rete. A partire da questo presupposto, il programma di Nizza 2028 si declinerà lungo tre filoni:

  • la scelta dell'innovazione artistica;
  • la scelta della solidarietà;
  • la scelta della sobrietà.

Una scelta di innovazione artistica a 360°

La scelta dell'innovazione artistica abbraccia un'ampia gamma di discipline, dalle arti dello spettacolo, alla musica, alle arti plastiche, al patrimonio, ma anche l’artigianato, la cucina e, naturalmente, la festa: un aspetto imprescindibile nella città che ogni anno organizza il Carnevale, uno dei più celebri del mondo.

Una scelta di solidarietà per un turismo intelligente

La scelta di solidarietà è stata fatta associando territori dalle economie umane estremamente diverse, dai centri balneari densamente popolati che accolgono flussi massicci di visitatori agli insediamenti montani scarsamente popolati, e a volte anche di difficile accesso.

L'obiettivo è creare una relazione dinamica tra questi territori, favorire la conoscenza reciproca – e persino transfrontaliera – tra popolazioni che oggi sembrano più “lontane” rispetto al passato e aprire un laboratorio del turismo intelligente.

Nizza, i colori tipici dell'architettura cittadina © H. Lagarde

Una scelta di sobrietà per affrontare il cambiamento

La scelta della sobrietà significa rifiutare tutto ciò che, in un evento culturale, può essere associato a un dispiegamento spropositato di mezzi tecnici e all'eccesso di consumo di energia non rinnovabile: la scelta della sobrietà è la scelta dell'economia dei mezzi, della scommessa sul riciclo e del tentativo di essere mainstream senza minacciare l'integrità delle risorse naturali.

Nizza intende quindi affidare ad artisti e créateurs degli ambiti più diversi la costruzione di un modello di società più rispettoso del mondo vivente, più responsabile e che ricrei valori condivisi. In linea con questo obiettivo, Nizza 2028 attingerà alle arti, alle scienze e alla cultura: la più grande forza degli esseri umani di fronte al cambiamento e all'ignoto.

Nizza, vista notturna di piazza Massena - Foto: © OTC Nice

Nizza 2028, una capitale transfrontaliera della cultura

Una capitale ampia, transfrontaliera, plurale. È così che Nizza si prepara a interpretare, tra cinque anni, il ruolo di baricentro culturale dell’Europa.

L'area interessata dalla candidatura rappresenta un bacino d'utenza di 800mila abitanti su una superficie di 2.500 km2, costituito da una parte francese (Nizza città, la sua Métropole Nice Côte d'Azur e la Communauté d'Agglomération de la Riviera Française-CARF che costituisce già un'area di cooperazione e azione nazionale) e una parte italiana (come accennato, Cuneo, Imperia, Sanremo e Ventimiglia e le rispettive province o parte di esse, che insieme a Nizza costituiscono già uno spazio di cooperazione europea). Di fatto, due territori sono legati da sfide comuni, di cui la cultura potrebbe diventare il principale denominatore.

Ma anche, in qualche modo, una capitale europea senza confini. Proponendo una dinamica di cooperazione territoriale di ampio respiro, la Città di Nizza e la sua Metropoli, infatti, non desiderano associare al loro approccio solo la parte orientale del dipartimento delle Alpi Marittime, la parte orientale dell'ex Contea di Nizza oggi costituita come comunità di comuni della Rivera francese, e le quattro città italiane già citate. La stessa dinamica potrebbe infatti essere estesa anche alle organizzazioni culturali di un’area più ampia rispetto al perimetro già tracciato formalmente, accomunate dal tema o dall'esigenza artistica o culturale del progetto.

In questo modo la cultura contribuirebbe infatti a stimolare una vera comunità impegnata a preservare il proprio patrimonio culturale e quello naturale e, insieme, le eredità del passato e nuovi percorsi innovativi.

Sanremo, centro storico

Sarà davvero Nizza la capitale europea della cultura 2028?

Il 2 gennaio Nizza ha depositato alla Commissione Europea il suo dossier di pre-selezione. Ma quali sono i prossimi appuntamenti per arrivare al 2028? Il 2023 è un anno cruciale.

Nella settimana del 27 febbraio comincerà la fase di pre-selezione, con l’annuncio delle quattro città preselezionate da parte della Commissione Europea.

Se rientrerà tra nella rosa ristretta delle città candidate, nel quarto trimestre Nizza presenterà il suo dossier di selezione.

A dicembre 2023 la Commissione europea annuncerà la città vincitrice.

2023, un anno cruciale per Nizza

Nizza ce la farà?

Le argomentazioni non le mancano. Le ha richiamate in occasione della presentazione della candidatura Christian Estrosi, il sindaco della città, Presidente di Nice Métropole e Presidente delegato della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur.

Nizza è, per natura, per destinazione e per progetto, europea, in ragione della sua storia e della sua geografia. Nel corso dei secoli, la città ha forgiato un'identità aperta al mondo. La sua posizione di città di confine, sia mediterranea che alpina, le conferisce un posto unico in Europa.

Da luglio 2021, Nizza è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come città di villeggiatura invernale della Riviera.

La sua luce incomparabile, il suo mare azzurro, i suoi rilievi verdi dei paesi medi e alti, ne fanno una terra di ispirazione e creazione che celebra l'uomo e la natura, al di là delle frontiere.

Avendo proposto di associare al suo perimetro, il territorio metropolitano, la Communauté des communes de la Riviera française (CARF) di cui Mentone fa parte, e le città italiane di Cuneo (Piemonte), Sanremo, Imperia e Ventimiglia (Liguria), la città di Nizza si candida al titolo di Capitale europea della Cultura nel 2028.

Nizza 2028, una capitale transfrontaliera

Consapevoli del loro patrimonio naturale da salvaguardare e della loro cultura decisamente rivolta verso l'Europa, questi territori, legati da sfide comuni e uniti sotto la candidatura NICE2028, possono superare le loro frontiere e inventare, insieme, una nuova relazione in un momento in cui stanno emergendo nuove pratiche culturali, nuove forme di creazione, nuove modalità di consumo dell'offerta culturale, meno individualiste, più responsabili, più rispettose delle questioni imposte dalle grandi sfide del nostro tempo, in particolare quella legata al cambiamento climatico.

La nostra candidatura a Capitale europea della Cultura rivela la consapevolezza di una comunità di destino. Promuove il rafforzamento di un approccio di bacino per sviluppare una dinamica di cooperazione transfrontaliera e un destino comune.

Il programma artistico e culturale di NICE2028 rifletterà l'identità e l'ambizione di questo territorio di diventare una società culturale che, sulla base del suo patrimonio e dei suoi valori, si impegna per i giovani, l'innovazione, la tecnologia digitale e il futuro, su scala europea, per raccogliere le grandi sfide del mondo contemporaneo e in particolare quella dell'adattamento al cambiamento climatico.

NICE2028 è una dimostrazione, tramite un esempio, del potere della cultura in quanto permette la convergenza dei talenti al servizio dell'ecologia, del sociale e della società.

Noi, intanto, tocchiamo ferro come si usa in Italia e legno come si usa in Francia: data la situazione, anche la scaramanzia è transfrontaliera.

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