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Goult, la Provenza autentica

Goult, la Provenza autentica

Lo chiamano “Il villaggio nascosto”: si lascia scoprire poco a poco e solo da chi lo desidera davvero.

Goult, il villaggio nascosto

Al cuore antico di Goult si arriva da una breve strada che risale la collina curva dopo curva fiancheggiando le case e gli edifici più recenti. Si lascia l’auto in Place de la Liberation, si imbocca Rue de la République e si sale verso la parte più alta del villaggio, ma senza scegliere per forza la via più breve: ogni alternativa, ogni deviazione, arricchisce la passeggiata di angoli deliziosi, di vedute inattese, di particolari degni di nota: una torre antica, una porta ad arco, un davanzale fiorito con un gatto pigro che dorme al sole.

Non c’è niente di monumentale, a Goult, niente di spettacolare. Non c’è l’effetto wow. C’è una calma piacevole, una sorta di armonia d’insieme che appaga la vista e il cuore, una bellezza misurata che gli abitanti coltivano con la stessa attenzione con cui si prendono cura delle loro case di pietra o di ocra. “Il villaggio nascosto”, lo chiamano qui, non perché si celi alla vista ma perché si lascia scoprire poco a poco da chi lo desidera davvero.

Goult, circondato dai più belli

Situato nel parco naturale regionale del Luberon, Goult è circondato da vicini ben più noti: a nord del territorio del comune si trova Gordes, verso i Monti del Vaucluse; a est ci sono Roussillon e Gargas; a sud, Bonnieux, Lacoste e Ménerbes. Borghi che definiscono il triangolo d’oro del Luberon, che classificati tra i villaggi più belli di Francia, che si trasformano spesso in set cinematografici.

Forse è stata proprio la notorietà di questi borghi, che attraggono milioni di visitatori ogni anno, a preservare Goult e la sua bellezza discreta, senza lustrini e senza riflettori. Ma anche senza quei negozietti tipici che finiscono per somigliarsi un po’ dappertutto in Provenza.

A Goult anche gli ingressi dei negozi sono quelli originali, senza aggiunte, ma notevoli.

A passeggio per Goult

Dietro la sua aria disinvoltamente provenzale, Goult nasconde un ricco patrimonio e un passato interessante.

Place de la Libération è la piazza principale su cui si affacciano la chiesa romanica di Saint-Sébastien (così chiamata dal 1785, ma l’inizio della costruzione risale all’XI secolo), con il presbiterio e l’antico priorato che dipendeva un tempo dalla abbazia di Saint-Victor a Marsiglia. Saint-Sébastien è il santo patrono del villaggio, che lo protesse dalla peste; la chiesa, iscritta nel repertorio dei monumenti storici, è riconoscibile per il suo tetto in lastre di pietra e il fregio decorato con una testa di bovino. All’interno, un notevole altare barocco si trova nella cappella di San Giuseppe.

Sulla piazza, il giovedì mattina il mercato si allarga attorno al monumento ai caduti e, nella bella stagione, si concede all’ombra rinfrescante dei bagolari.
Ancora, passeggiando per le stradine di Goult s’incontrano: la porta dell’Ourme, ingresso principale del villaggio; i resti degli antichi bastioni; la fontana lavatoio in zona La Ferraille, alimentata da acqua sorgiva, che si presta a una sosta estiva tanto per la frescura ombreggiata che dispensa quanto per il panorama, con il Monte Ventoux sullo sfondo.

L'inaccessibile castello di Goult

E poi c’è il castello, costruito dalla famiglia degli Agoult, la più antica della zona e, in epoca medievale, la più potente: è a questo casato che si deve il nome del villaggio, prima Agaud (di origine germanica), poi Agoùt, in provenzale, e infine Goult. Gli Agoult regnarono sulla zona di Apt e di Sault per tutto il Medioevo e a Goult fino al XVI° secolo.

Quanto al castello, la costruzione è oggi proprietà privata, quindi si può vedere dall’esterno ma non è visitabile.

L’alta e massiccia silhouette del corpo principale del XII secolo, che pare innalzarsi dalla roccia, è accompagnata dal recinto del castello primitivo e dai resti di un bastione medievale. Il castello fu rimodellato nel XVII secolo dalla famiglia Donis secondo il modello delle case nobiliari italiane, di cui pure conserva tracce come una notevole scala a balaustra.

Il mulino di Gerusalemme

Nel punto culminante del borgo si erge l’edificio più “in vista” di Goult, il mulino di Gerusalemme, un mulino a vento che sembra uscito da un presepe provenzale. In un mappale catastale del 1750 era censito come mulino di Tré Casteau (fuori dal castello), ma più tardi prese il nome di un vicino quartiere del villaggio: un pugno di case chiamato così perché coloro che vi abitavano partirono per le crociate dirette in Terra Santa al seguito dei signori di Agoult.

Il mulino rimase in funzione fino alla fine del 19° secolo, poi fu lasciato andare in rovina fino a che, nel 1947, lo acquisì l’Istituto Geografico Nazionale per farne un centro di formazione astronomica. Ceduto al comune di Goult nel 1990, ha finalmente ripreso, se non la sua funzione, il suo aspetto originario.

Dal terrapieno accanto al mulino la vista sulla valle del Calavon – una terra di orti, ulivi, alberi da frutta, viti e lavanda – e le montagne del Luberon è spettacolare.

Il Conservatorio delle Terrazze

Un altro punto di Goult che offre una vista impareggiabile sulla campagna circostante è il sito paesaggistico restaurato e gestito dai volontari del Conservatoire des Terrasses de Cultures: un terreno eccezionale di cinque ettari che testimonia il patrimonio agro-architettonico locale; a 15 minuti a piedi dal Moulin de Jérusalem, lo si raggiunge attraverso lo Chemin de la Roche-Redonne o de la Carredone, dal mulino in direzione sud.

I terrazzamenti destinati alla coltivazione, in provenzale "restanques" o "bancau", occupano un anfiteatro naturale protetto dal Mistral e dalle gelate invernali grazie all’esposizione a mezzogiorno: un tempo la coltivazione delle terrazze poteva così integrare quella dei terreni in pianura, più fertili ma spesso oggetto di inondazioni e altri disastri naturali.

Elemento integrante delle terrazze del Conservatoire sono le testimonianze dell’impiego della pietra a secco, molto diffusa in Provenza: capanne, bories, muretti, scalini, cisterne, ripari per gli alveari… Tutti realizzati assemblando, secondo una tecnica tanto semplice quanto efficace, le pietre rimosse dal terreno per facilitarne la coltivazione.

La cappella di Saint Véran, piccola meraviglia nel bosco

Al territorio di Goult appartengono diverse frazioni: le più interessanti sono Saint Véran, in direzione di Lacoste, e Lumières, lungo la dipartimentale 900.
Per raggiungere la piccola cappella romanica di Saint-Véran, costruita su una lastra rocciosa e circondata da pini e querce verdi, occorre dirigersi a sud, oltrepassare la D900 e attraversare la frazione di Les Maquignons sulla strada di Lacoste. La cappella, costruita nell'XI secolo, subì diverse vicende e traversie, rischiando più volte di cadere in rovina, per poi essere venduta durante la Rivoluzione e poi, finalmente, ripresa dal Comune e completamente restaurata.

Ciò che la rende interessante, al di là delle sue qualità architettoniche, è la collocazione: fuori dall’abitato, la cappella di Saint Véran è immersa in un boschetto tra i vigneti e rivela, al suo interno, la presenza di una seconda cappella.

Da Goult a Lumières, sulle tracce dei miracoli

Lumières è una località abitata fin dal mesolitico. Divenuta stazione di posta nel Medioevo, nel 1600 cominciò a essere meta di pellegrinaggi a seguito del verificarsi di alcuni miracoli (tra gli altri, si narra che l’apparizione di una serie di luci miracolose ebbe per effetto la guarigione di un uomo sventrato). E furono proprio gli eventi miracolosi a dare impulso alla costruzione, intorno alla fine del 1600, del santuario di Notre Dame de Lumières; nel 1816 vi si stabilirono gli Oblati di Maria Immacolata, un ordine religioso con vocazione missionaria, che ampliarono e abbellirono l’edificio.

Oggi Notre Dame de Lumières – di cui si può visitare anche la cripta, splendidamente decorata – offre un'architettura notevole e custodisce un’importante collezione di ex-voto.

Il santuario è tuttora oggetto di pellegrinaggio: ogni anno, il 15 agosto, la statua della Madonna Nera viene portata in processione alla vicina cappella di Saint-Michel de la Baume.

Vino e miele, gioia per il palato

Quella di Goult è un’economia contadina tipicamente provenzale in cui spiccano, insieme ai frutti dell’orto e degli ulivi, i prodotti viticoli.

Sul territorio comunale si producono due vini AOC, Ventoux e Côtes-du-Luberon. E anche i vini che non hanno la denominazione d’origine controllata possono rivendicare, se ne hanno i requisiti, la denominazione di Vin de pays d'Aigues.

Altra gioia per il palato è il miele: in luglio Goult gli dedica una festa che richiama produttori e visitatori da tutta la Provenza. Un’occasione per confrontarsi con le tecniche dell’apicultura e dell’estrazione del prezioso nettare, ma anche per assaggiare il miele e i suoi derivati, come il torrone e il pan di spezie.

Informazioni

Per informazioni su Goult è possibile rivolgersi all'Office de tourisme Pays d'Apt Luberon, 88 Avenue Victor Hugo, Apt, +33 (0)4 90 74 03 18, .