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A passeggio con Tolstoj tra torri, castelli e chiese

A passeggio con Tolstoj tra torri, castelli e chiese

Cosa fare a Hyères? Secondo lo scrittore russo, qui si può fare il bagno anche d’inverno. Secondo noi, meglio una passeggiata.

Fine estate 1860. Lo scrittore russo Leone Tolstoj arriva a Hyères con la sorella Maria e il fratello Nicolas: a quest’ultimo, che soffre di tubercolosi, i medici hanno suggerito la località della riviera francese per le condizioni climatiche.

Di Hyères, in una lettera dello stesso anno l’autore di Anna Karenina e Guerra e pace scrive: “Si dice che qui alcune volte si può fare il bagno fino a dicembre. Il clima è ammirevole. I limoni, gli aranci, gli allori, le palme sono in fiore, in foglie e in frutto durante tutto l’inverno”.

A dispetto del romanziere, peraltro avvezzo a climi ben più rigidi, sconsigliamo i bagni a mare invernali e vi suggeriamo una ‘passeggiata architettonica’ alla scoperta della cittadina. Ecco per voi cinque tappe da trasformare in itinerario.

La torre dei templari

Chiamata anche torre Saint-Blaise, è un edificio eretto nel XII secolo a vocazione militare e religiosa, vestigia del potere dei templari: all’epoca, i monaci condottieri gestivano un grande appezzamento agricolo nella valle di Sauvebonne.

Nel 1319, l’ordine fu sciolto e nello stesso secolo la torre passò all’ordine di Malta. Nel XVIII secolo fu trasformata in mercato coperto e nel XIX secolo accolse il municipio.

Adibita a esposizioni, oggi la torre scandisce con il suo orologio il tempo che trascorre pigro sulle terrasses dei caffè della piazza.

Il castello

Il castello di Hyères fu uno dei più grandi della Provenza. “Fu”, perché quanto a vicissitudini non ha niente da invidiare alla torre dei templari. Rimaneggiato da Carlo I d’Angiò nel 1527, venne abbattuto per ordine di Luigi XIII: la fortezza era troppo potente e i suoi signori erano insorti contro l’ordine reale.

Oggi le sue importanti vestigia sono classificate monumento storico, ma c’è anche un altro buon motivo per prevedere una sosta al castello: da qui, la vista sulla rada di Hyères e sulle isole è impagabile.

La collegiale di Saint Paul

L’attuale collegiale di Saint Paul nasce come chiesa romanica, edificata alla fine del XII secolo. Nel secolo XVI venne poi ingrandita secondo lo stile gotico e solo nel 1572 fu ‘promossa’ a collegiale.

All’interno, oggi custodisce una collezione di 432 ex voto, testimonianza del fervore religioso a partire dal XVIII secolo.

Il castello Sainte-Claire

Sapete grazie a chi possiamo ammirare la Venere di Milo esposta al Louvre? Almeno parte del merito fu di un archeologo e ufficiale della marina francese, tale Olivier Voutier, che ne riconobbe il pregio e ottenne la preziosa statua dopo una non facile trattativa: oltre al contadino che l’aveva rinvenuta, infatti, dovette spuntarla su gruppo di mercanti turchi che l’avrebbe voluta per sé.

A Hyères, l’archeologo Voutier è più noto a causa del castello Sainte-Claire, la curiosa costruzione che fece edificare nella cittadina.

Dopo di lui, vi s’insediò la romanziera americana Edith Wharton, per coltivare con lo stesso impegno le piante del giardino e l’arte della scrittura. Attualmente il castello è sede degli uffici del Parco Nazionale di Port-Cros.

La chiesa di Saint Louis

Stessa sorte architettonica della collegiale di Saint Paul fu quella che toccò alla chiesa di Saint Louis: edificio del XIII secolo, la chiesa mescola lo stile romanico e lo stile gotico.

Ma il suo pezzo forte è di epoca molto più tarda: si tratta delle magnifiche vetrate realizzate nel 1847 dal laboratorio di Maréchal de Mets.

Maurizio Tucci

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