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Avignone, cosa vedere e cosa fare

Avignone, cosa vedere e cosa fare

Come godersi Avignone 11 mesi l'anno. La città quando non c'è il Festival.

Anche lontano dai ritmi e dalla folla del Festival, Avignone è una meta perfetta per passare qualche giorno in Provenza. Ma cosa vedre e, soprattutto, come godersi la città?

Per avere un’idea del suo fascino, basti dire che Avignone è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità per il suo centro storico, un complesso monumentale unico di cui fanno parte diversi elementi: la Cattedrale di Notre Dame des Doms e il complesso episcopale, il Museo del Petit Palais, il Ponte di Avignone, i bastioni e il Palazzo dei Papi.

Avignone, Palazzo dei Papi © Philippe Bar

Varchiamo dunque la poderosa cerchia di mura che circonda il centro e partiamo da qui: la parte antica di Avignone è un concentrato di storia, cultura e art de vivre provenzale, con il vantaggio che qualunque meta degna di interesse è facilmente raggiungibile a piedi.

Il Palazzo dei Papi, simbolo di Avignone

Con la sua maestosità e la sua imponenza, il Palazzo dei Papi è a tutt’oggi il simbolo di Avignone. Le sale e gli spazi aperti ai visitatori sono 25: dagli enormi saloni di gala, dove si tenevano cerimonie e feste, alle sale del tesoro; dalle cappelle, agli appartamenti privati che custodiscono affreschi di valore inestimabile.

E pensare che, per costruire quella che fu la residenza avignonese dei pontefici nel XIV secolo e che ancora oggi è il più grande palazzo gotico esistente, ci vollero meno di vent’anni, dal 1335 al 1352.

Avignone, verso il Palazzo dei papi

Con la realtà aumentata dentro il Palazzo dei Papi

Il Palazzo dei Papi di Avignone è un luogo carico di storia che strizza l'occhio alla modernità: ai suoi visitatori, infatti, propone la realtà aumentata e la tecnologia 3D incluse nel prezzo d’ingresso. Stiamo parlando dell’Histopad, un tablet innovativo che permette di scoprire o riscoprire gli spazi dell’edificio in modo interattivo e coinvolgente (in sette lingue diverse, italiano compreso).

In genere, entrando per la prima volta in questo gioiello del patrimonio architettonico francese, si resta colpiti dalla vastità degli ambienti e dalla quasi totale mancanza di arredi, provando un’inaspettata sensazione di vuoto: l’Histopad permette di immergersi virtualmente nelle nove stanze principali del palazzo, colorate e ‘vive’ come potevano esserlo nel XIV secolo.

Avignone, nel Palazzo dei Papi con l'Histopad © F. Olliver

Incontro con Botticelli ad Avignone

Affacciato sulla stessa piazza del Palazzo dei Papi, merita una visita il Palazzo Arcivescovile, sede del Museo del Petit Palais. Insieme al ‘fratello grande’, l’edificio è testimonianza dell'insediamento papale ad Avignone nel XIV secolo e della vita cittadina dal XV al XVIII secolo, quando la città divenne vice legazione del Papa di Roma.

Il museo ospita tre collezioni permanenti, dedicate alle sculture avignonesi, alla pittura della scuola di Avignone dal XIII al XVI secolo e alla pittura italiana dal 1300 al 1500: tra le opere esposte, una Vergine con Bambino di Sandro Botticelli.

Avignone, Musée du Petit Palais, Botticelli, Vergine con Bambino

L’ingresso è gratuito, così come quello agli altri musei che fanno parte del polo Avignon Musées: il Museo Calvet, che raccoglie pitture e sculture dal XV al XX secolo, il Museo Lapidario, il Museo Requien (storia naturale) e il Palais du Roure (centro di cultura provenzale).

Una vigna in pieno centro di Avignone

Per una piacevole passeggiata all’aria aperta, dalla Place du Palais si può imboccare la leggera salita che, snodandosi tra statue, panche e fontane, permette di raggiungere il belvedere del parco del Rocher des Doms, sulla collina rocciosa accanto al Palazzo dei Papi: la vista è sul Rodano e sulla campagna circostante.

Avignone, belvedere del parco del Rocher des Doms © C. Rodde

Una curiosità: un tempo la collina nascondeva un serbatoio per approvvigionare d’acqua la città e fu solo intorno al 1842 che l'Amministrazione di Avignone decise di farne un luogo verdeggiante adatto alle passeggiate. Finita l’epoca dell’acqua, il Rocher des Doms ha letteralmente ‘virato’ verso il vino: oggi ospita l’unica vigna AOC intramuros di Francia, il Clos de la vigne du Palais des Papes.

La cassaforte del Côtes du Rhône

Sulla Place du Palais affacciano altri due edifici degni di nota. Uno è l’elegante Hôtel des Monnaies: la facciata del XVII secolo è classificata monumento storico. L’altro è il Carré du Palais, punto di riferimento per i vini AOC Côtes du Rhône, di cui Avignone è la capitale indiscussa, e gli altri vini della Valle del Rodano.

Avignone, il Carré du Palais e l'Hôtel des Monnaies © F. Olliver

Il Carré du Palais è, insieme, scuola di enologia, bistrot, ristorante e altro ancora, ideale per un coupe-faim, un aperitivo, una degustazione, un abbinamento cibo e vino o un vero e proprio pasto. Posto in un antico edificio della Banca di Francia, ristrutturato nel XIX secolo, vanta una cantina di 10000 bottiglie custodite nel caveau: per vistarla bisogna entrare nella cassaforte sotterranea!

Ad Avignone non serve l'orologio

Alle spalle del Carré du Palais si trova la Place de l’Horloge, circondata dalle terrasses di ristoranti e caffè, dove si fanno ammirare due edifici in stile Napoleone III: uno è il teatro municipale, con le statue di Corneille e Molière che osservano il passeggio e la deliziosa giostra in stile bell’époque; l'altro è  l’imponente municipio.

Avignone, il Teatro Municipale

L’orologio che dà il nome alla piazza è quello del torrione del XV che sovrasta il palazzo comunale. A segnare le ore sono due automi, chiamati “la coppia Jacquemart”: ogni volta che Monsieur batte il tempo, Madame gli porge un fiore.

Avignone, la torre dell'orologio

Pont Saint-Bénezet o Pont d’Avignon?

Più noto come Pont d’Avignon, grazie alla nota canzone che i francesi imparano fin da bambini, il Pont Saint-Bénezet vanta origini leggendarie, ma nella realtà la sua costruzione ebbe inizio nel XII secolo. Nel corso dei secoli ebbe funzione di luogo di transito dei pellegrini tra Italia e Spagna, di controllo del traffico fluviale e di stazione di pedaggio. Il ponte fu più volte danneggiato dalle guerre e dalle inondazioni del Rodano, e le sue ricostruzioni vennero definitivamente interrotte nel XVII secolo: delle 23 arcate originarie che collegavano Avignone e Villeneuve-les-Avignon, sulla sponda opposta, oggi ne restano quattro.

Avignone, il Ponte e il Palazzo dei papi visti dalla sponda opposta del Rodano © F. Olliver

Collocato tra la cinta muraria e il letto del fiume, quel che ne resta del Pont Saint-Bénezet si più percorrere a piedi ed è accessibile anche ai portatori di handicap. Uno spazio digitale permette di rivivere in 3D le alterne vicende della sua costruzione, mentre per la visita al ponte ci si può far ‘accompagnare’ da un’audioguida, da un touch pad o da un’app scaricabile sul proprio smartphone.

Alla base del Pont d’Avignon parte la navetta gratuita che conduce all’isola della Barthelasse, la più grande isola fluviale di Francia, dove è tuttora praticata l’agricoltura e dove si trovano diversi spazi e attrezzature per il tempo libero. Da qui, la vista sul Ponte Saint Bénézet e sulla città è a dir poco splendida.

Avignone vista dall'isola della Barthelasse © Empreinte d'ailleurs

Avignone con il naso in su

Il centro di Avignone si presta al passeggio a ritmo lento, alla curiosità per i particolari e a uno shopping che non manca di originalità.

La rettilinea Rue de la République è l’asse commerciale per eccellenza. Ai suoi lati, invece, è tutto un intrico di strade e stradine colme di sorprese: hôtels particuliers con le loro facciate eleganti, austeri edifici medievali, chiese e altri luoghi di culto (cattolico, ma non solo), iscrizioni di antiche botteghe ormai scomparse...

Avignone, hôtel particulier, particolare © E. Catoliquot

Basta guardare in su per godere dello spirito del Festival d’Avignon anche fuori stagione. I protagonisti e le scene più memorabili degli spettacoli delle diverse edizioni del festival si affacciano alle finestre cieche dipinte sui muri delle case del centro. Sono le oltre 70 fenêtres peintes di Dominique Durant e Marion Pochy: artisti come Gérard Philippe, Jeanne Moreau, Daniel Auteuil, Maurice Béjart, Marcel Marceau e tante altre vedette francesi e internazionali sono colte nell’atto di recitare e far rivivere i loro personaggi.

Avignone, una delle finestre dipinte di Dominique Durant e Marion Pochy

Soste golose nel centro di Avignone

Piazzette, terrasses e vetrine golose sono un invito alla sosta. Cinque gli indirizzi gourmand che suggeriamo:

  • a qualunque ora, è piacevole godersi la splendida terrasse del Gran Café Baretta che si allunga sulla pedonale Place Saint Didier;
  • per assaggiare le papalines, i dolcetti di cioccolato rosa ripieni di liquore tipici di Avignone, la pasticceria Maillard è un punto di riferimento sicuro (62, di Rue Vieux Sextier);
  • in alternativa, quella di Aline Géhant è la miglior cioccolateria di Avignone (15, Rue des Trois Faucons);
  • all’ora del tè, Cami-li Books & Tea, libreria e sala da tè è un punto di riferimento per anglofoni e anglofili di stanza o di passaggio ad Avignone (155, rue de la Carreterie);
  • per l’aperitivo, il bar à vin L’Ampelos è specializzato in etichette locali che accompagna con ottimi taglieri di salumi e formaggi (11, Rue Vieux Sextier).

Le papalines di Avignone

 Les Halles, cuore gastronomico di Avignone

Un'altra meta che fa venire l'acquolina in bocca sono Les Halles di Avignone, il mercato coperto di Place Pie. Qui si viene per trovare l’olio d’oliva AOC di Provenza, i vini del Rodano, i formaggi freschi locali, il pane bio, il pesce del mediterraneo, le olive, la tapenade, le erbe provenzali e tanti alimentari a km zero. Decine di commercianti, che in molti casi sono anche piccoli produttori della merce in bella mostra nei loro stand, propongono una serie infinita di prodotti freschi e di stagione.

Les Halles di Avignone, pane bio in uno stand della corsia centrale

Oltre ai cittadini avignonesi, qui si riforniscono ristoratori e chef di alto livello della città e dei dintorni. Ma, oltre che per fare la spesa, si può venire per fare uno spuntino o bere un bicchiere, per seguire un corso di cucina o, il sabato mattina alle 11.00, per una dimostrazione di cucina locale seguita dalla degustazione gratuita di un abbinamento cibo e vino che cambia ogni settimana.

Nathalie Roucaute, Le Jardin des coquillages, Les Halles di Avignone

Let’s go shopping ad Avignone

E se volessimo portarci a casa un po’ di Avignone oltre alle foto scattate in ogni angolo della città? Ecco qualche indirizzo per uno shopping non troppo convenzionale tra le vie del centro.

Il concept-store CQFD (Création ethiQues Franco Décalées) propone pezzi rigorosamente made in France e altrettanto rigorosamente prodotti a partire da materiali naturali, riciclati o riciclabili: abbigliamento, high-tech, cartoleria, bigiotteria, mobili, complementi d’arredo e molto altro (16, Place de la Principale).

Al 20 della centralissima Rue des Marchands si trova la Chapellerie Mouret, unica cappelleria di Francia classificata monumento storico. Qui nulla è cambiato dal 1860! Anche solo l’insegna e la vetrina valgono una visita, ma a questo punto… tanto vale entrare.

Avignone, insegna della Chapellerie Mouret

Espace créateur è lo spazio condiviso da un gruppo di stilisti al 7 di Place des Corps-Saints per esporre e vendere creazioni di abbigliamento, accessori e bigiotteria, tutte fatte a mano e realizzate con una grande varietà di tessuti, filati e altri materiali.

Altro indirizzo, altro collettivo di artisti e artigiani locali. Les Plumes du Paon, al 91 di Rue de la Bonnetterie, declina la creazione artistica in tutte le sue forme: arte contemporanea, gioielli, abbigliamento, accessori, cappelli, mobili e oggetti dai materiali e dalle fogge più diverse.

La boutique più colorata di Avignone è Carlisse Caramel, dove Liliane espone e vende bigiotteria che lei stessa realizza sul posto. Alla base delle sue creazioni, bottoni madreperlati in un’infinità di sfumature cromatiche: gli accessori si abbinano perfettamente a qualunque outfit (59, rue des Fourbisseurs).

Avignone, nella boutique  Carlisse Caramel

Avignone poetica e romantica

È tempo di allungarsi verso la via più romantica di Avignone. È la Rue des Teinturiers, o Rue des Aubes, dove la strada è affiancata per tutta la sua lunghezza da una fila di platani e un corso d’acqua. Si tratta della Sorgue, il fiume che sgorga a Fontaine de Vaucluse e che Petrarca immortalò nelle sue “Chiare, fresche et dolci acque”. Il suo fluire è interrotto da quattro ruote di legno a pale: le uniche rimaste delle 23 che un tempo portavano l’energia fin dentro gli opifici posti al di là della strada.

Avignone, ruota a pale sulla Sorgue

Nel tempo vi si insediarono seterie e altri laboratori tessili – incluse le cosiddette indiennes, tessuti provenzali stampati con svariati motivi – e concerie, ma anche mulini per la farina e fabbriche di pettini, ceri e candele, cioccolato e… succo di liquirizia! Durante il festival di luglio molti di questi spazi vuoti si trasformano in piccoli teatri e bistrot dall’atmosfera bohémienne, Nel resto dell’anno si nascondono dietro le loro non meno poetiche serrande multicolori, tappezzate di manifesti degli spettacoli della stagione passata.

Avignone, la Rue des Teinturiers

Tra gli edifici più interessanti, per storia e vetustà, la cappella e i resti della torre campanaria dell’ex Convento dei Cordelieri (dove nel 1348 venne sepolta Laura, che di Petrarca fu musa), la cinquecentesca cappella dei Penitenti grigi, o cappella della Santa Croce, e l’edificio gotico della Maison IV de Chiffres (che prende il nome da un simbolo scolpito tra le finestre del primo piano).

Poco lontano dalla Rue des Teinturiers, una targa ricorda il luogo – la chiesa di Santa Chiara – nel quale il ventitreenne poeta incontrò per la prima volta Laura, amore impossibile e ispiratrice dei suoi versi.

Avignone, il luogo in cui Petrarca incontrò Laura