Stai leggendo

In treno verso la Provenza: il piacere di viaggiare slow

In treno verso la Provenza: il piacere di viaggiare slow

Nizza-Marsiglia in compagnia di Federico Pace.

Nessuno, o quasi nessuno, su un treno, arriva a sentirsi fuori luogo o fuori tempo

Come non dare ragione a Federico Pace? Giornalista, scrittore e viaggiatore, ha attraversato il mondo e la vita lungo due parallele di metallo.

Ne “La libertà viaggia in treno” (Laterza, 2016), racconta la tratta Nizza-Marsiglia. Pagine che suggeriamo di leggere una volta saliti sul treno Thello che da Milano, Pavia, Voghera e Genova, attraverso la Liguria, ci porterà lungo la Costa Azzurra e fino al cuore pulsante della Provenza.

Raggiungere Mentone con Thello

Senza fretta, però. Sistemiamo per bene i bagagli, salutiamo le ultime case della periferia e beviamo un caffè perché si cancelli quel residuo di sonno che ancora ci pizzica gli occhi.

Incontro al paesaggio

Dopo Ventimiglia, passato un confine invisibile e toccata Montecarlo, guardiamo oltre il finestrino con gli occhi dello scrittore.

Lasciare Nizza alle tre del pomeriggio con gli annunci di buon viaggio trasmessi dall’altoparlante. Il viaggiatore parte così, come se si potesse uscire passando da un patio di una villa nella felicità semiaddormentata dell’estate. Le spalle degli edifici, le innumerevoli strade che vanno perpendicolari alla ferrovia e portano al mare. I panni stesi e le foglie impazzite delle palme contro il vento. […] La ferrovia qui non mostra pudore e va proprio sul filo della spiaggia

La ferrovia qui non mostra pudore e va proprio sul filo della spiaggia

È un’esperienza impareggiabile, se è vero quanto sostiene Pace:

I treni più belli sono quelli che non riescono a stare lontani un solo minuto dal mare. In alcuni giorni, sembrano i treni più belli di tutti

La prosa scivola come le carrozze sui binari.

Sfila Juan-les-Pins, una galleria e la stazione al coperto di Cannes […] Ci sono le risa delle ragazze e la luce che arriva, nonostante tutto, risplende con i suoi forti riverberi sui vetri e annuncia la persistenza del giorno luminoso

I nostri occhi scorrono le parole. L’emozione le traduce in un film.

Lento il treno costeggia una pineta, le ombre e le luci, il verde degli alberi. Se si guarda indietro, si vede tutta la baia con gli alberghi e le ville ora disseminati come un alveare, poi della pietra, il verde dei pini e il blu del mare. Tra La Napoule e Fréjus, si spinge nell’acqua il massiccio dell’Estérel con il suo porfido rosso. Il treno aggira le baie, poi pare cercare il cuore duro di questa pietra rossa. Il mare e le montagne

I treni più belli sono quelli che non riescono a stare lontani un solo minuto dal mare

Incontro all’altro

Il viaggio in treno non è mai solo il viaggio che si sta compiendo. Non è mai solo quel che sembra, ma sempre qualche cosa di più. […] Forse perché il treno […] espone il viaggiatore e lo mette in comunicazione con i luoghi che attraversa e con le persone che incontra

Siamo pronti.

I treni sono come l’estate, avvicinano le persone per la durata di un tempo fuggitivo e insolito

Comunque vada, si tratta di istanti: a noi decidere se prolungarli o meno.

Accanto alla spiaggia, in attesa dell'ora di prendere il treno

È in viaggio che si vivono i giorni migliori della propria vita. Forse perché è allora che ci si espone all’altro, che si muovono i primi passi per avvicinarsi fino in fondo a chi non si conosceva prima

Un universo brulicante di vita prende corpo lungo i binari, nelle carrozze e nelle stazioni.

A St-Raphaël, un tizio sale sul treno con un ombrellone colorato sotto il braccio

Alla stazione di Bandol, il treno è quasi preso d’assalto. Una ragazzina, nonostante tutto, riesce a tenere ferma una rosa infilata nel collo di una bottiglietta d’acqua

Quando si arriva a Toulon manca un quarto d’ora alle cinque, ma la luce è ancora accecante […] Nel bar della stazione c’è un pianoforte, un ragazzo si è seduto a suonare

Un pianoforte, un ragazzo si è seduto a suonare

Con chi scambieremo sguardi, parole, silenzi?

Incontro a noi stessi

Nizza-Marsiglia o Marsiglia-Nizza, andata o ritorno, non importa. Questo viaggio in treno è da fare almeno due volte nella vita. La prima

…si è quasi sempre nel luogo dove vengono svelati allo stesso tempo due spettacoli mai messi in scena. Quello nel vagone, umano e imprevedibile, e l’altro, al di fuori del finestrino, impalpabile, misterioso e cinematografico. […] Ma c’è sempre un momento, durante il viaggio, c’è sempre un dettaglio in cui i due spettacoli si avvicinano fino a quasi coincidere…

E la seconda volta?
Il viaggio più importante, quello con se stessi © Thello

Il viaggio in treno, al di là dell’apparente destinazione, del luogo verso cui si va, è spesso già di per sé uno spazio dove ciascuno trova il tempo e il modo per una sorta di riscatto quotidiano. Il tempo vissuto sul treno non è solo il tempo del viaggio, ma è il tempo in cui ciascuno prova ad accedere a un se stesso che altrove non gli viene riconosciuto

È il viaggio più importante, quello con se stessi. Ma non saremo noi i primi a farlo:

Per quasi mezzo secolo su questo treno sono saliti artisti, scrittori, pittori e bohémiens. Era l’approdo di chi arrivava da Parigi, da Londra e dagli Stati Uniti a cercare la soglia del mare e la luce del Mediterraneo. Quasi tutti passavano da Marsiglia e poi andavano verso Cannes, Nizza…

Nizza in una vecchia cartolina

Come Scott e Zelda Fitzgerald, che

dal rovescio dei loro destini in questi tempi così irrequieti provano a lasciare dietro di sé quel che sono stati fino ad ora

E Claude Monet, Pierre Renoir, Sylvia Plath... Su questa costa, scrive Federico Pace,

...non è poi così facile come sembra, accedere alla felicità. L’incanto pare a un passo, accessibile, condivisibile. Eppure quel mondo pare affascinare ed eludere

Ci perdoni, ma non siamo affatto sicuri che abbia ragione.

Simona Mazzolini


Federico Pace, “La libertà viaggia in treno”, Laterza, 2016. Il capitolo dedicatto alla tratta Nizza-Marsiglia è "Una nuova vita".

 

 

Partecipa alla discussione