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Il Patrimonio Unesco della Provenza

Il Patrimonio Unesco della Provenza

Percorso spazio-temporale dal centro storico di Avignone alla cité radieuse di Le Corbusier a Marsiglia.

I siti francesi iscritti al Patrimonio mondiale dell’Unesco sono 44. La Provenza, che ne conta sette (o 8, a seconda di dove tracciamo la linea del perimetro), è una delle zone ‘a più alta concentrazione’ dell’intero Esagono. Anche perché un ‘sito’, molte volte, è un insieme di strutture e testimonianze che, pur rappresentando un tutt’uno dal punto di vista culturale, è un insieme di elementi che si estende su aree anche piuttosto vaste.

Volendo, il riconoscimento dell'Unesco può rappresentare un ottimo filo conduttore per un itinerario provenzale all'insegna della cultura: anche perché i siti sono situati tutti a meno di due ore l'uno dall'altro.

Il centro storico di Avignone

Il ‘capostipite’ dei siti Unesco provenzali è il centro storico di Avignone, iscritto nel prestigioso registro fin dal 1955. Ne fanno parte diversi elementi: il Palazzo dei Papi, ça va sans dire, ma anche il cosiddetto insieme episcopale (che a sua volta riunisce la chiesa di Notre Dame, il Jardin des Doms e il museo del Petit Palais), le mura e il Ponte Saint-Bénézet.

Il teatro antico e l’arco di trionfo di Orange

Sempre nel Vaucluse, ma più spostato verso nord, il secondo sito provenzale iscritto al Patrimonio mondiale dell’Unesco (siamo nel 1981) corrisponde all’insieme delle vestigia della Roma imperiale di Orange. Ne fanno parte il teatro antico della città, tra i grandi teatri di epoca romana meglio conservati in assoluto, e l’arco di trionfo di epoca augustea.

Arles romana e romanica

Coeva a quella di Orange è l’ammissione dei monumenti romani e romanici di Arles. Dei primi fanno parte l’anfiteatro e il teatro (ma Arles è, complessivamente, seconda solo a Roma per concentrazione di vestigia romane); le opere romanico-provenzali finite sotto l’egida dell’Unesco, invece, sono Saint-Trophime con il suo prezioso chiostro, all’interno della città, e l’abbazia di Montmajour, che dista una manciata di chilometri.

Il pont du Gard

Nel 1985 si aggiunge all’elenco il pont du Gard, costruito nel I secolo dopo Cristo per consentire all’acquedotto di Nîmes di scavalcare il fiume Gardon. Capolavoro di tecnica idraulica e architettonica e opera d’arte allo stesso tempo, con i suoi 49 metri di altezza e 275 di lunghezza e i suoi tre ordini sovrapposti di arcate, il pont du Gard è il ponte romano più alto del mondo. Il ‘sito Unesco’ corrisponde a un territorio di 165 ettari.

L’abbazia di Saint-Gilles

Il dipartimento del Gard, oggi parte della regione Occitania, conta tra i propri beni iscritti al Patrimonio Unesco la chiesa abbaziale di Saint-Gilles, uno dei 78 elementi – tra edifici, insiemi e sezioni di sentieri  – dei cammini di San Giacomo di Compostela. In piena Camargue, Saint-Gilles è un piccolo gioiello di architettura romanica, divenuto a un certo punto della storia il quarto luogo di pellegrinaggio del mondo cristiano dopo Gerusalemme, Roma e, appunto, San Giacomo di Compostela.

La piazzaforte di Mont-Dauphin e la Cité Vauban di Briançon

Quando l’insieme dei 12 siti principali dell’opera di fortificazione di Vauban diventa Patrimonio dell’Unesco siamo già nel terzo millennio. In Provenza ne fanno parte la piazzaforte di Mont-Dauphin, che difendeva la Provenza e il Delfinato controllando l’accesso alla valle della Durance dal lato dell’Italia, e la Cité Vauban di Briançon, capolavoro del celebre ingegnere militare di Luigi XIV.

La grotta Chauvet di Vallon-Pont-d’Arc

Vallon-Pont-d’Arc fa parte del dipartimento dell’Ardèche, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi. È Provenza? Forse. Sta di fatto che proprio qui si trova la cosiddetta grotta Chauvet, una delle più importanti testimonianze preistoriche esistenti che l’Unesco ha accolto nel suo Patrimonio nel 2014. Al suo interno sono state rinvenute le più antiche pitture a oggi conosciute: più di 1000 immagini dai motivi zoomorfi e antropomorfi che risalgono a oltre 30mila anni prima dell’era cristiana.

La cité radieuse di Le Corbusier a Marsiglia

La cité radieuse di Le Corbusier a Marsiglia è iscritta al Patrimonio mondiale Unesco nel 2016 insieme ad altre 16 opere dell’architetto e urbanista svizzero Charles-Edouard Jeanneret-Gris. La cité marsigliese è una vera e propria città verticale composta da 377 appartamenti (concepiti attorno a un modulo base, detto modulor, pensato da Le Corbusier perché fosse ‘a misura d’uomo’) e da funzioni e servizi per la collettività che vi è insediata.

Quale sarà il numero nove?

Gli 'aspiranti' al firmamento Unseco sono numerosi, ma non tutti all'altezza delle rispettive ambizioni. Sicuramente lo è il centro urbano di Nîmes, con i suoi monumenti di epoca romana. In particolare, la Maison Carrée è una delle testmonianze più significative del periodo augusteo e, insieme al Panteon di Roma, il tempio meglio conservato della romanità. Sarà questo il numero nove della Provenza? In bocca al lupo!

 

Immagine della testata di Kirkandmimi su Pixabay

 

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