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Sainte-Victoire, la montagna misteriosa di Cézanne

Sainte-Victoire, la montagna misteriosa di Cézanne

Una mostra al Musée Granet di Aix-en-Provence celebra il soggetto prediletto dal pittore provenzale. E nasconde un mistero…

I luoghi di Cézanne nei dintorni di Aix-en-Provence

Per periodi anche lunghi, Paul Cézanne vive e lavora in luoghi diversi da Aix-en-Provence, come l’Estaque, allora piccolo villaggio di pescatori e oggi tra i quartieri più charmant di Marsiglia, o Gardanne, dove tra il 1885 e il 1886 si stabilisce con la moglie Hortense e il figlio Paul. Ma Cézanne mantiene sempre un legame strettissimo con la ‘sua’ Provenza e la natura provenzale resta uno dei suoi soggetti ‘del cuore’.

La montagne Sainte-Victoire in lontananza

Del resto, già da adolescente Paul percorre palmo a palmo la campagna di Aix in compagnia di un altro grande della cultura francese, Emile Zola. Per l’artista e per i suoi pennelli, le rive dell'Arc, la strada di Tholonet, le cave di Bibémus, la collina di Lauves, i campi che circondano il Jas de Bouffan e le pinete della collina di Valcros non hanno segreti.

André Masson, La Carrière de Bibemus

Cezanne e la montagna Sainte-Victoire

Il paesaggio dei dintorni di Aix-en-Provence è dominato dalla montagna Sainte-Victoire, che compare già nei primi schizzi di Cézanne e che negli anni della maturità del suo percorso artistico egli dipinge, tra oli e acquarelli, più di 80 volte.

Amata, ripresa incessantemente e declinata da differenti prospettive e con impieghi diversi della luce e del colore, più che un soggetto, per il pittore la Sainte-Victoire  finisce per diventare un personaggio, se non addirittura una musa ispiratrice.

La montagne Sainte-Victoire

Emblematiche di questo percorso sono le tre tele esposte al Musée Granet di Aix-en-Provence in occasione della mostra Sainte(s)-Victoire(s), tre oli su tela dipinti da Cézanne a distanza di tempo che esemplificano molto bene l’evoluzione artistica del pittore e il ruolo che la ‘montagna bianca’ riveste per lui. Inizialmente, la Sainte-Victoire è ancora lontana, fa parte dell’orizzonte: un po’ alla volta – mentre la luce irradia sempre più dall’interno della materia, fino a lasciar vedere sempre meno di rado il bianco della tela – diventerà protagonista assoluta.

Le tre Sainte(s)-Victoire(s) di Cézanne

La Sainte-Victoire del Musée d’Orsay

La Montagne Sainte-Victoire del Musée d’Orsay di Parigi vede la luce intorno al 1890. È il solo olio di Cezanne che ha per soggetto la sua montagna prediletta a fare parte di una collezione pubblica francese.

Paul Cézanne, la Sainte-Victoire, Musée d'Orsay, Parigi

La Sainte-Victoire del Kunstmuseum di Berna

La Sainte-Victoire del Kunstmuseum di Berna risale al 1897: la montagna è ormai molto vicina allo sguardo del pittore e prende il sopravvento. Il fatto che sia esposta qui è frutto di un atto di liberalità davvero illuminato: un accordo del 2018 tra il Kunstmuseum di Berna (che la detiene in quanto parte della collezione Gurlitt) e la famiglia Cézanne permette al Musée Granet di Aix-en-Provence di esporla in semipermanenza.

Paul Cézanne, la Sainte-Victoire, Kunstmuseum, Berna

La Sainte Victoire di Berna e il testoro nazista

La cosiddetta Sainte-Victoire di Berna ha una storia ammantata di mistero. Il quadro – che risale al 1897 circa e che nel 1939 è ancora accreditato come proprietà di Paul Cézanne figlio – risulta introvabile per una sessantina d’anni e ricompare solo nel 2014 in circostanze a dir poco curiose: smontato dal suo telaio, viene rinvenuto nell’armadio di una casa di Salisburgo in seguito a un controllo doganale che permette di ritrovare, tra la città austriaca e Monaco di Baviera, qualcosa come 1500 opere d’arte.

È il cosiddetto “Tesoro Gurlitt”, appartenente al figlio del discusso mercante d’arte tedesco Hildebrandt Gurlitt: l’uomo che, negli stessi anni in cui lavora alla raccolta delle opere destinate al Museo del Führer che Hitler avrebbe voluto realizzare a Linz, mette insieme una collezione importantissima di cui fanno parte anche numerosi capolavori provenienti dalle spoliazioni naziste del periodo della Seconda Guerra Mondiale.

La Sainte-Victoire in mostra del Musée Granet non risulta tra quelle sottratte al nemico per conto del Führer o ‘a titolo personale’, ma la sua acquisizione da parte di Gurlitt padre resta avvolta nel mistero.

La Sainte-Victorie dell’Art Museum dell’Università di Princeton

Paul Cézanne, la Sainte-Victoire, Fondazione Henry e Rose Pearlman

Il terzo olio su tela di Cézanne raffigurante la montagna Sainte-Victoire esposto in questi mesi al Musée Granet arriva dall’Art Museum dell’Università di Princeton, dove ‘abita’ in virtù di un prestito di lunga durata della Fondazione Henry e Rose Pearlman che ne è proprietaria. Ciò che lo rende speciale è il formato: si tratta dell’unica Sainte-Victoire per cui Paul Cézanne ha scelto il formato verticale.

La Sainte-Victoire dai pittori provenzali a Picasso

La montagna Sainte-Victoire sullo sfondo de L'Ecole des Soeurs di François-Marius Granet

Il titolo della mostra Sainte(s)-Victoire(s) è già di per sé rivelatore dell’obiettivo del Musée Granet di Aix-en-Provence: sottolineare come, passando per Paul Cézanne, la montagna Sainte-Victoire ha esercitato un fascino artistico lungo un arco di tempo notevole che parte dai pittori provenzali che precedettero il maestro per arrivare fino ai grandi artisti come Picasso, Masson, Tal Coatou e Bernard Plossu: era destino che la Saint-Victorie entrasse nel mito della pittura.

Pablo Picasso, Le village de Vauvenargues

Mostra Sainte(s)-Victoire(s)
Fino al 29 settembre 2019

Musée Granet
Place Saint Jean de Malte
Aix-en-Provence
+33 (0)4 42 52 88 32
Dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì)
Nel periodo dell’esposizione estiva (21 juin au 13 octobre 2019): 10.00-19.00
Fuori dal periodo dell’esposizione estiva: 12.00-18.00

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