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Provenza o Bangkok?

Provenza o Bangkok?

Il mercato galleggiante di Isle sur la Sorgue: oltre a fare la spesa, c'è da godersi lo spettacolo.

Da Bangkok a Isle sur la Sorgue

La prima domenica di agosto del 1960, alle sei del mattino, i commercianti di Isle sur la Sorgue, vestiti in abiti tradizionali, ‘aprirono bottega’ sui nego-chin, le tradizionali imbarcazioni della zona.

Era la prima edizione del marché flottant, il mercato galleggiante di Isle sur la Sorgue, cittadina circondata e attraversata da un reticolo di canali (le ramificazioni della Sorgue) che la rendono unica. Fu un tale successo che ne parlò perfino la tv e ne nacque una tradizione rimasta viva fino ad oggi.

Ma a chi dobbiamo questa trovata? Il merito fu tutto del vicesindaco di allora, certo René Légier, che di rientro da un viaggio nella capitale della Thailandia pensò bene di importare questa curiosa usanza: barche al posto delle bancarelle.

Due mercati e una cert’aria di festa

Quello di Isle sur la Sorgue – che si contende con Martigues il titolo di ‘Venezia provenzale’ – è l’unico mercato galleggiante della regione ed è un momento di festa: i commercianti-barcaioli indossano i loro abiti tradizionali migliori e addobbano di fiori i loro nego-chin.

La data del marché flottant, che ha luogo una sola volta all’anno, coincide tradizionalmente con la prima domenica di agosto, il che lo fa concomitare con il mercato provenzale settimanale che ha il suo centro in place de la Liberté e si dipana nelle strade pedonali e nelle piazzette tutt’intorno.

In questa mattinata speciale i produttori rispondono al richiamo dei clienti facendo scivolare i nego-chin da una parte all’altra del quai Jean Jaurès, di fronte ai giardini pubblici.

Il côté noir del mercato galleggiante

A voler ber guardare, in tutta questa atmosfera di festa c’è un particolare un po’ inquietante. Si tratta dei nego-chin, le graziose barche che i produttori infiorano e utilizzano per mettere in bella mostra frutti e ortaggi. Tipiche delle acque poco profonde delle zone paludose del Pays des Sorgues, queste imbarcazioni rustiche a fondo piatto, particolarmente leggere e maneggevoli, hanno un nome che lascia a dir poco perplessi: 'nego-chin' sta per 'noie-chien', letteralmente ‘affoga cani’.

Elisabetta Peracino


Immagine della testata di Jean-louis zimmermann (https://www.flickr.com/photos/jeanlouis_zimmermann/7723103222/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21463199)

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