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Nizza, larte della luce in una fotografia

Nizza, larte della luce in una fotografia

A pochi passi dal Cours Saleya, tutto il fascino del ritratto in bianco e nero in una mostra sullo Studio Harcourt.

Studio Harcourt - L’Art de la Lumière

Non è necessario essere appassionati di fotografia: ci sono scatti che hanno una forza, un magnetismo, che cattura. A Nizza li ritroviamo al Musée de la photographie, dove fino al 22 maggio è in programma la mostra Studio Harcourt - L’Art de la Lumière.

Forse è perché i valori chiave che hanno forgiato il successo dello Studio Harcourt dal 1934 fino a oggi – la ricerca dell’eccellenza, il rispetto dell’estetica e l’eleganza francese – emergono in modo netto nei ritratti esposti. O forse perché l’estetica dello Studio, che è anche la cifra distintiva della mostra, affonda le sue radici nel glamour dell'età d'oro del cinema francese in bianco e nero. Lo stile Harcourt è inconfondibile: dietro una sapiente alchimia di chiaroscuri, ogni immagine è unica, nasconde una storia e suscita un'emozione.

Musée de la Photographie, Studio Harcourt - L'Art de la Lumière

I ritratti dello Studio Harcourt e il gioco del riconoscimento

«In Francia, non si è attori se non si è stati fotografati dallo Studio Harcourt», Roland Barthes, 1957

Harcourt è un marchio che fa parte dell'immaginario collettivo di generazioni di francesi e visitando la mostra L’Art de la Lumière se ne coglie la ragione. Grazie alla continua ricerca di un’atemporalità che si imprime nelle fotografie e ne diventa il tratto distintivo, lo Studio parigino e l’esposizione nizzarda rappresentano una sorta di memoria per immagini delle grandi figure artistiche, culturali e politiche del XX secolo: i personaggi immortalati dallo studio Harcourt diventano leggenda, e la leggenda va oltre il fluire del tempo e il succedersi delle mode.

Per questo uno dei modi di fruire delle immagini esposte al Musée de la photographie di Nizza è il gioco del riconoscimento: ogni immagine è un volto, ogni volto è un nome e tocca a noi, prima di avvicinarci abbastanza da leggere le didascalie, provare a indovinare di chi si tratta.

Carole Bouquet e Laetitia Casta negli scatti dello Studio Harcourt

La fotografia è donna: Germaine Hirschefeld e Cosette Harcourt

È un caso che pubblichiamo un pezzo sullo Studio Harcourt l’8 marzo? Dietro la Maison di fotografia c’è una donna eccezionale, audace, all'avanguardia. È Germaine Hirschefeld, nata a Parigi nel 1900 da genitori ebrei di origine tedesca. All’inizio degli anni ’30, Germaine assorbe tutto quello che può della Parigi degli anni folli. È una donna moderna, non sposata, che esce molto, ama lo sport e le auto da corsa – ma preferisce guidare decapottabili – e, soprattutto, lavora.

Bionda dal profilo aristocratico, Germaine ha imparato a fotografare negli studi Manuèl Frères: è fotografa e fotoritoccatrice sui set cinematografici.
Nel 1934 incontra i fratelli Lacroix, celebri patron della carta stampata che le offrono l’opportunità di dirigere uno studio suo. Per lanciarlo le occorrono un nome di scena e un “marchio” elegante: in un dizionario dell’aristocrazia francese si imbatte in Harcourt, mentre Cosette arriva dai Misérables di Victor Hugo.

Cosette Harcourt ha appena creato il suo marchio di haute-couture fotografica e lo stile che lo esprime: uno stile che porta in avanti il viso, densifica le ombre e privilegia lo sguardo.

Cosette Harcourt, foto esposta alla mostra Studio Harcourt - L’Art de la Lumière

Un selfie come nessuno mai

Per avere un ritratto, un tempo si andava dal fotografo: come sfondo, l’immancabile colonnetta, i finti palmizi e le cascate di fiori affrescate sulla parete. Poi si sono diffuse le macchine fotografiche “domestiche”, e abbiamo preso dimestichezza con l’autoscatto. Oggi, con lo smartphone, ci scattiamo miliardi di selfie al minuto e un minuto dopo ne eliminiamo miliardi meno uno. Ma quello che rimane non sarà mai come il ritratto che possiamo ottenere visitando la mostra Studio Harcourt - L’Art de la Lumière al Musée de la photographie di Nizza.

Come si fa? Nel passaggio tra una sala e l’altra, proprio dov’è esposta l’immagine di Germaine Hirschefeld, è a disposizione una cabina fotografica molto particolare per realizzare un sogno: essere fotografati in perfetto stile Harcourt.

La cabina fotografica della mostra Studio Harcourt - L'Art de la Lumière

Prima di infilarci dietro la tendina di velluto rosso, diamoci una sistemata e una pennellata di cipria davanti allo specchio esterno, poi sediamoci sul cuscino dello sgabello all’interno della cabina e mettiamoci in posa: una voce ci dice cosa fare, un lampo di luce ci illumina il volto e una foto da star – da star vera – ci suggerisce come inclinare leggermente il viso.

Possiamo “riprovare” tre volte e poi scegliere, tra le immagini proposte, quale stampare. La potremo recuperare nella fessura all’esterno della cabina, e non somiglierà per niente alle “foto delle macchinette” che abbiamo sulla patente o sulla carta d’identità. Sarà un’immagine in bianco e nero formato cartolina, su carta leggermente brillante, con, nell’angolo in basso a destra, il marchio di fabbrica: una minuscola ma inconfondibile “H” bianca.

L'inconfondibile “H” bianca dello Studio Harcourt

Studio Harcourt - L’Art de la Lumière
Musée de la photographie Charles Nègre
1, Place Pierre Gautier – 06300 Nice
+33 (0)4 97 13 42 20
musee.photo@ville-nice.fr
Aperto tutti giorni tranne il lunedì (chiuso la domenica di Pasqua e il 1° maggio)
Orari: museo 10.00-18.00, galleria 10.00-12.30 e 13.30-18.00
Fino al 22 maggio 2022

Informazioni su Nizza e la mostra Studio Harcourt - L’Art de la Lumière

Informazioni dettagliate su Nizza si trovano sul sito dell' Office Métropolitain de Tourisme et des Congrès de Nice (in lingua italiana). Altre informazioni sono disponibili sul sito del Comité Régional du Tourisme Côte d’Azur France e su Explore France.
Informazioni sulla mostra trovano sul sito del Musée de la photographie Charles Nègre.

Ritratti esposti alla mostra Studio Harcourt - L'Art de la Lumière