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Henry e Pierre Matisse, l’arte di padre in figlio

Henry e Pierre Matisse, l’arte di padre in figlio

Al Musée Matisse di Nizza la mostra “Pierre Matisse, un mercante d'arte di New York”: 70 opere di artisti di punta del ‘900 dalla collezione del figlio dell’artista.

Pierre Matisse, figlio d’arte sui generis

Cosa significa essere “figlio d’arte”? A volte si eredita il talento, altre volte si prende una strada diversa, ma l’aria che si respira in un contesto ricco di stimoli artistici e culturali lascia comunque il segno.

Così è stato per Pierre Matisse, il figlio più giovane del celeberrimo Henri, figura di punta nel panorama dell’arte moderna. Il Musée Matisse di Nizza ne rivisita l'eccezionale carriera di gallerista con la mostra “Pierre Matisse, un mercante d'arte di New York”, riconosciuta di interesse nazionale dal Ministero della Cultura francese: la storia della galleria che Pierre aprì e sviluppò Oltreoceano, riproposta in riva al Mediterraneo attraverso un insieme rappresentativo di opere, è un percorso nell’arte del secolo breve.

“Pierre Matisse, un mercante d'arte di New York”: il ‘900 in 70 opere

Fino al 30 settembre, al Musée Matisse di Nizza si possono ammirare opere di Henri Matisse, Joan Miró, Alexander Calder, Balthus, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, Marc Chagall e molti altri rappresentanti emblematici dell’arte figurativa e plastica del ‘900, seguendo un percorso espositivo che ricalca le fasi più significative di un sessantennio di attività della galleria, dal 1931 al 1989.

In tutto, circa 70 opere riunite grazie all’instancabile lavoro di Pierre, ma non solo. Oltre all’imprescindibile contributo della Fondazione Pierre e Tana Matisse (New York), infatti, la mostra beneficia di importanti prestiti dalla collezione Ezra e David Nahmad e da diverse collezioni private. Dalla donazione "Pierre Matisse" allo Stato francese – di cui è stato il beneficiario il Musée National d'Art Moderne di Parigi – provengono inoltre 15 capolavori che l'istituzione parigina ha generosamente prestato al museo nizzardo.

Pierre Matisse, da aspirante artista a collezionista d’eccezione

Nato nel 1900 e terzogenito del pittore, Pierre Matisse vive l’infanzia tra colori e pennelli: il padre Henri ne fa uno dei suoi modelli ed egli stesso si cimenta nella pittura. Fortunatamente – per lui e per noi – si accorge per tempo che il suo talento è un altro. Nel 1924 attraversa l’Atlantico e si trasferisce a New York, dove apre una galleria d'arte al 17esimo piano del Fuller Building (l’iconico “ferro da stiro”).

Flat Iron Building, New York, immagine d'epoca

Da quel momento in poi dedicherà la sua esistenza a far conoscere le opere del padre e quelle di molti altri artisti: a seconda dei periodi, personaggi del calibro di Georges Rouault, André Derain, Alexander Calder, Balthus, Joan Miró, Yves Tanguy, Marc Chagall, Jean Dubuffet, Alberto Giacometti, Roberto Matta, Zao Wou-Ki e François Rouan faranno tutti parte della “scuderia” di Pierre Matisse.

Passione per l’arte contemporanea e curiosità intellettuale sono la cifra dell’instancabile lavoro di Pierre: nel giro di pochi anni gli permetteranno di affermarsi in un ambiente – fatto di artisti, intellettuali, critici, curatori museali, collezionisti e mercanti d’arte – non troppo incline ad aprire le sue porte.

Pierre Matisse e le “collezioni americane”

Per quasi sessant'anni, la galleria Pierre Matisse ha avuto un ruolo considerevole nella difesa dell'arte moderna francese ed europea negli Stati Uniti, durante il periodo che ha plasmato le grandi collezioni private e istituzionali americane: grazie a realtà come queste, un'intera generazione di artisti europei ha potuto esistere sulla scena newyorkese e contribuire al suo dinamismo.

In particolare, Pierre Matisse ha lavorato per costruire la notorietà e sostenere le carriere americane dei grandi personaggi della galleria, come Henri Matisse, Joan Miró, Alexander Calder, Balthus, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet e Marc Chagall, per non citarne che alcuni, sottolineando e sostenendo la singolarità di ciascun artista e, seppure indirettamente, facendo conoscere oltreoceano correnti come il fauvismo, il cubismo o il surrealismo, o anche l'École de Paris.

Senza pretendere di essere esaustiva, la mostra “Pierre Matisse, un marchand d'art à New York” ripercorre questa odissea attraverso circa 70 opere di ventitré artisti di punta della galleria, con uno sguardo particolare: come disse Balthus, Pierre "vedeva le cose come il figlio di un pittore". Non a caso, l'esposizione assegna ampio spazio anche ai cataloghi della galleria che rivelano, attraverso un prezioso apparato iconografico, la meticolosità e l'audacia con cui Pierre organizzava le sue mostre.

L’arte europea dagli anni ’30 al 1989 in quattro tappe

Il percorso espositivo proposto da “Pierre Matisse, un mercante d'arte di New York” segue un andamento cronologico e si articola in quattro parti.

1

1931-1939 – Una galleria modernista

La prima parte, che si riferisce agli anni ’30, vede il giovane Pierre esporre – sotto la guida di Henri Matisse, già ben rappresentato nelle principali collezioni americane – artisti come André Derain, Raoul Dufy, Marcel Gromaire, Georges Rouault, Giorgio de Chirico, Pierre Loeb, Charles Ratton, Jules Pascin e l’americano Alexander Calder, ma anche portare per la prima volta negli Stati Uniti due personalità uniche come Joan Miró e Balthus.

2

1939-1945 – Artisti in esilio

La seconda sezione del percorso copre gli anni della guerra, quando Pierre Matisse si impegna in un'intensa attività in difesa dell'arte europea, a sua volta veicolo di propaganda per la libertà e contro l'ascesa del fascismo. In questo periodo il gallerista partecipa a diverse azioni per salvare intellettuali e artisti rimasti in Europa, facilitando la loro traversata. Mentre si aggiornano i lavori di Matisse, Derain e Miró, nella galleria e nelle sue esposizioni approdano artisti del calibro di Marc Chagall, Yves Tanguy e André Breton, e alcuni surrealisti vicini a quest’ultimo, come il cileno Matta e il cubano Wifredo Lam.

3

1946-1959 – I Grandi Fuochi del secondo dopoguerra

La terza parte dell’esposizione si rifà al dopoguerra: anni nei quali l’egemonia della cultura occidentale si trasferisce dall’Europa all’America e New York si afferma come la nuova capitale delle arti. In questo contesto la galleria Pierre Matisse resta il bastione dell'arte europea d'avanguardia. Oltre a Miró, alle cui opere continua a dedicare mostre quasi ogni anno, Pierre Matisse diviene il rivenditore esclusivo in America di Jean Dubuffet e Alberto Giacometti: due artisti con i quali il Pierre collaborerà a tutto tondo, non solo mettendone in mostra le opere, ma anche coinvolgendoli nella produzione dei cataloghi e nelle attività della galleria.

È del 1949 l’ultima mostra che Pierre Matisse dedica all'opera del padre Henri, proponendo anche opere mai viste oltreoceano: uno dei successi più brillanti nell’intera storia della galleria.

4

1960-1989 – La consacrazione

Nel 1960 quella di Pierre Matisse è un’attività pienamente affermata. Anche se il ritmo delle esposizioni rallenta e la concorrenza dia ltre realtà internazionali si fa sentire, la galleria mantiene il suo ruolo di ponte tra le due sponde dell’Atlantico. Alle opere recenti di Miró, Giacometti e Chagall si affiancano i lavori dell’astrattista canadese Jean-Paul Riopelle e quelli nuovi artisti: da un lato gli spagnoli del gruppo di El Paso, Manolo Millares, Rafael Canogar, Manuel Rivera e Antonio Saura; dall’altro il cinese Zao Wou-Ki e i francesi Simon Hantaï, Claude Viallat e François Rouan. È in questi anni che Pierre Matisse si afferma anche a livello istituzionale: tra le azioni più significative sul piano culturale, la donazione di un gruppo di opere in memoria di Patricia Kane Matisse al Musée National d'Art Moderne nel 1978, e la facilitazione dell’acquisizione, da parte del Centre Pompidou, di importanti pezzi che andranno ad arricchirne la collezione.

Informazioni

Pierre Matisse, un mercante d'arte di New York
11 giugno-30 settembre 2021
Musée Matisse
164, avenue des Arènes de Cimiez - Nizza
Bus: linee 5, 16, 18, 33, 40, 70, fermata Arènes / Musée Matisse
Tutti i giorni tranne martedì
10.00-18.00

Immagine dellì'intestazione: Alberto Giacometti, sculture © Luis Antonio Carrasco Gil