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Un viaggio fuori dal tempo

Un viaggio fuori dal tempo

Perdersi tra le case di pietra a secco, abitate chissà quando e chissà da chi.

Enclos des Bories: un inaspettato villaggio di pietra nel cuore del Lubéron, sulle cui origini poco si sa, perché non si riescono a datare le pietre che ne sono l’essenza.

Le bories, case di pastori e apicultori

Più in piccolo ricordano i nuraghi e, forse, hanno qualcosa dei trulli. Le bories sono costruzioni primitive, ma già testimonianza di popolazioni dedite alla pastorizia e all’apicultura che abitavano il luogo, probabilmente, in fase di transumanza.

 Enclos des Bories, Bonnieux - La porta di una borie

Nel Lubéron se ne incontrano spesso, isolate e sparse qua e là tra i campi e lungo i bordi delle strade: quello che impressiona, nei pressi di Bonnieux e non lontano da una bellissima foresta di cedri, è trovarne un intero villaggio.

Proteggersi dal Mistral e dai nemici

La presenza di un muro di cinta costruito con logica difensiva (lo si desume dalla posizione delle pietre), di cisterne per l’acqua, granai e strutture per proteggere il bestiame e le arnie dal Mistral, porta a ritenere che la permanenza degli antichi abitanti fosse, comunque, di durata non breve.

Enclos des Bories, Bonnieux - Il muro di cinta

Venendo a epoche più recenti, si sa che i celti sono passati di qui e che nel XVI secolo l’Enclos des Bories è stato rifugio di popolazioni valdesi oppresse per motivi religiosi, mentre gli ultimi segnali di permanenza umana risalgono al XIX secolo.

Una porta sul passato

Al di là dei frammentari riferimenti storici, il fascino dell’Enclos de Bories è sentirsi, visitandolo, in una sorta di enclave temporale.

Camminando lungo i sentieri appena tracciati che portano da una costruzione all’altra – tutte di pietra a secco – si vive la sensazione, affascinante e straniante insieme, che la “porta” che congiunge l’Enclos des Bories al presente potrebbe chiudersi da un momento all’altro; potrebbe non ritrovarsi più, o potrebbe non esserci mai stata…

Enclos des Bories, Bonnieux - La sensazione di essere in un altro tempo

E quando anche Sophie Rey, proprietaria del sito e “guida” per i turisti che arrivano, ti lascia solo tra le pietre dell’Enclos de Bories e la perdi di vista, ti chiedi se la ritroverai, se esiste davvero.

Ritorno al presente

Il profilo rassicurante dei monti del Lubéron all’orizzonte, le cicale unico contrappunto sonoro al silenzio assoluto, la suggestione di un villaggio costruito non si sa da chi e non si sa quando, sono un’emozione vera.

Il sito è aperto da aprile a novembre. Ma è inevitabile immaginarti lì in inverno, quando il sole tramonta e il Mistral sferza le pietre.

Enclos des Bories, Bonnieux - Due bories affiancate

Poi ritrovi il passaggio che ti riporta al presente e sbuchi su una terrazza naturale affacciata su Bonnieux e sulla vallata a perdita d’occhio. Distingui il castello di Lacoste, intravedi gli altri villaggi…

Una stretta di mano a Sophie – che per anni, nella vita, ha fatto altro e solo da poco è tornata a custodire le pietre “di famiglia” – e imbocchi il percorso, in parte sterrato, che ti riporta sulla statale.

Un occhio al contachilometri, per essere certo che un po’ di strada l’hai percorsa davvero e non è stato solo un viaggio nel tempo.

 

Enclos des bories
Quartier Le Rinardas, 84480 Bonnnieux
+33(0)608466144
sergeadrian@orange.fr
L’Enclos des Bories è aperto tutti i giorni da aprile a novembre dalle 10.00 alle 19.00 (l’ultima vista inizia alle 18.00).
Si raggiunge a piedi dal campeggio di Bonnieux o in auto seguendo le indicazioni lungo la strada della Foresta dei Cedri.

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