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Come nascono i berlingot? Dallo zucchero al tetraedro

Come nascono i berlingot? Dallo zucchero al tetraedro

Caramelle come cristalli di Murano. Inventate da un papa goloso, fabbricate da Fernandel e rimaste fedeli alla ricetta originale.

Riuscite a immaginare un mondo di caramelle? Non siamo nella casetta di fronte a quella di Hansel e Gretel, ma alla Confiserie du Mont Ventoux, che produce dal 1946 le storiche caramelle Berlingot di Carpentras.

Confiserie du Mont Ventoux - I berlingot

Dalle favole alla storia: le caramelle di Clemente V

La tradizione le fa risalire addirittura al 1313 e le attribuisce a un inventore d’eccezione: dopo aver spostato il papato e la Curia pontificia a Carpentras (mentre la Corte papale già si trovava ad Avignone), sarebbe stato Clemente V in persona a creare i deliziosi bonbon spezzando dei bastoncini di zucchero. E se “creature” ben più significative persero, dopo un po’, il loro posto al sole, i berlingot non sono mai usciti, neppure dopo secoli, dal loro Eden di zucchero e aromi.

A proposito, Clemente V fu il primo papa ad assumere la tiara. Non notate una strana somiglianza tra la forma del copricapo pontificio e quella dei berlingot?

La ricetta del 1860 e l’interpretazione di Fernandel

La produzione moderna dei berlingot, con le loro caratteristiche striature bianche su un corpo colorato fatto di zucchero e aromi naturali, data 1860.

Da queste parti, le originali caramelle a forma di tetraedro sono un pezzo di storia, con tanto di film (Fernandel Berlingot, 1939) interpretato dal “nostro” Don Camillo in abiti borghesi.

Confiserie du Mont Ventoux - Fernandel testimonial dei berlingot

Infinite caramelle

Da una pasta di zucchero fuso versata ancora bollente dal pentolone su una tavola fredda, Thierry, il maestro caramellaio della Confiserie du Mont Ventoux, crea in pochi minuti un “pane” (normalmente di 13 kg, da cui vengono fuori circa 3000 berlingot) che può essere soffiato e plasmato come fanno a Murano con il vetro.

Confiserie du Mont Ventoux - Thierry Vial fa bollire lo zucchero  per la pasta dei berlingot

Lo decora con fili sottili e morbidi di zucchero “tirato”(che diventa bianco), lo impasta ancora e poi lo passa nell’unica macchina utilizzata in questo affascinante processo. È la macchina, oggi, a estrudere bastoncini golosi che (proprio come aveva fatto di Papa Clemente) vengono tagliati… a caramella. Il tutto, dalla fine della bollitura, in meno di un quarto d’ora per approfittare della giusta temperatura della pasta.

Confiserie du Mont Ventoux - La boutique

Una caramella, due scuole di pensiero

Le scuole di pensiero sono due: la più antica e accreditata vuole che i berlingot vengano lasciati sciogliere in bocca poco a poco, perché il gusto permanga il più a lungo possibile; l’altra – molto più moderna e frettolosa – pretende invece di mordere la caramella e farla scrocchiare sotto i denti.

Confiserie du Mont Ventoux - I vasi di berlingot

Comunque sia, assaggiare i bonbon appena “sfornati” è una golosità da non perdere, ma sono ottimi anche quelli ormai “riposati” che si vendono in sacchetti e scatole colorate.

Chi l’ha detto che le caramelle alla menta sono verdi?

In passato, le confezioni erano addirittura disegnate, colorate e incartate a mano: alla Confiserie du Mont Ventoux si può vedere un’intera collezione di scatole d’epoca. E, anche se oggi il contenitore è meno ricercato, il contenuto è fedele alla ricetta e alla tradizione di un tempo.

Confiserie du Mont Ventoux - Scatole di berlingot da collezione

Gusti e colori (sempre naturali) sono tanti, ma il capostipite indiscusso dei berlingot è quello al sapore di menta, con un’ulteriore particolarità: chi l’ha detto che le caramelle alla menta sono verdi? I berlingot alla menta sono rossi!!!

Maurizio Tucci
 

Confiserie du Mont Ventoux
1184, Avenue Dwight Eisenhower
84200 Carpentras
+33 (0)4 90 63 05 25
Dal martedì al sabato, 9.00-12.00 e 14.00-18.50.
È possibile assistere alla fabbricazione su appuntamento (in gruppi da 2 a 25 persone) o informandosi sugli orari delle visite commentate all’Office de Tourisme de Carpentras / Maison de Pays. La visita al laboratorio dura 45’ ed è gratuita.


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