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2020: cinquant’anni senza Jean Giono

2020: cinquant’anni senza Jean Giono

Le celebrazioni dello scrittore simbolo della Provenza per il 50° anniversario della morte.

Manosque, 9 ottobre 1970: muore Jean Giono, grande rappresentante della letteratura francese del ‘900 e portavoce culturale dell’Alta Provenza. Il 2020 coinciderà quindi con il 50° anniversario della morte dello scrittore, personaggio simbolo di una regione e di una generazione. E le celebrazioni dell’enfant du pays e della sua opera si susseguiranno lungo tutto l’arco dell’anno, coinvolgendo l’intera Provenza e arrivando a raggiungere la capitale.

Retrospettiva Jean Giono al Mucem di Marsiglia

Al Mucem di Marsiglia ha già aperto i battenti una grande retrospettiva dedicata a Jean Giono (1895-1970). Lontana dall’immagine semplificata dello scrittore provenzale, questa mostra segue il percorso del suo lavoro scritto e filmato, restituendo tutta la sua oscurità, il suo nerbo e la sua universalità. Poeta di ritorno dalle fosse comuni della prima guerra mondiale, Giono si concentra tanto sulla descrizione della profondità del male quanto sulla ricerca dei suoi antidoti: la creazione, il lavoro, il pacifismo, l’amicizia dei pittori, il rifugiarsi nella natura, la fuga nell’immaginazione.

Per dare corpo ad uno degli artisti più prolifici del XX secolo, quasi tutti i suoi manoscritti, esposti per la prima volta, entrano in dialogo con quasi 300 opere e documenti: archivi familiari e amministrativi (compresi quelli delle sue due carceri), corrispondenza, documenti fotografici, prime edizioni, interviste filmate, oltre a tutti i taccuini di lavoro dello scrittore, il manoscritto del suo Journal de l’Occupation, i film che ha realizzato o che ha prodotto e scritto, gli adattamenti cinematografici delle sue opere realizzati da Marcel Pagnol e Jean-Paul Rappeneau, i dipinti ingenui del misterioso Charles-Frédéric Brun che gli ha ispirato Le Déserteur, e i quadri dei suoi amici pittori, primo fra tutti Bernard Buffet.

Dando voce a queste tracce materiali di vita e di creazione, la mostra esplora il simbolismo nascosto nel lavoro dello scrittore anche attraverso quattro installazioni di arte contemporanea, create appositamente per questo progetto.

Una mostra, quella del Mucem, che sarà completata da passeggiate urbane, proiezioni cinematografiche, eventi e spettacoli dedicati all’autore.

“Giono”
Mucem
30 ottobre 2019-16 febbraio 2020

Jean Giono al Musée Regards de Provence

Contestualmente alla mostra del Mucem, il museo Regards de Provence, vocato alla valorizzazione del territorio e dei suoi artisti, offrirà al pubblico l’opportunità di scoprire il pittore Lucien Jacques, grande amico e ‘tifoso’ di Jean Giono: fu lui a incoraggiarlo a pubblicare il suo primo lavoro.

I visitatori potranno scoprire una presentazione dell’opera di Lucien Jacques – che nella Alpi di Alta Provenza visse prima a Montjustin e poi a Gréoux-les-Bains – attraverso acquerelli, incisioni lignee, scritti e altri materiali. Oltre che un grande umanista, infatti, Jacques era un artista completo: danzatore, scrittore, incisore

In contemporanea, il museo Regards de Provence propone anche la mostra “La Provenza di Giono”: una presentazione del mondo contadino che fa da sfondo, quando non da protagonista, a un gran numero di opere di Giono, secondo il quale la natura di questa terra è bella, ma anche crudele, distruttrice e purificatrice.

“Lucien Jacques. Le sourcier de Giono”
“La Provence de Giono”
Musée Regards de Provence

30 octobre 2019-17 février 2020

Le celebrazioni di Jean Giono: da Manosque a Parigi

Si può dire che Manosque, la cittadina che a Jean Giono diede i natali e nella quale visse praticamente tutta la sua vita, realizza di fatto una celebrazione ininterrotta dello scrittore e del suo lavoro.

Normale, quindi, che sarà l’epicentro delle numerosissime iniziative previste per il 50°, grazie soprattutto all’impegno del Centro culturale e letterario Jean Giono e dell’associazione Les Amis de Jean Giono (ma anche altri soggetti, pubblici e privati, sono impegnati nella promozione della conoscenza della figura e dell’opera dell’artista a Manosque).

Sui siti internet delle due organizzazioni, rispettivamente www.centrejeangiono.com e www.rencontresgiono.fr, sarà possibile seguire gli aggiornamenti del calendario delle manifestazioni volte a celebrare e commemorare il 50° anniversario della morte dello scrittore, non solo a Manosque ma nell’intera Francia, Jean Giono sarà infatti protagonista di mostre, conferenze, pubblicazioni, dibattiti, proiezioni, laboratori di scrittura e altro ancora da Marsiglia a Parigi, da Aix-en-Provence a Tolone, da Gréoux-les-Bains a Metz, da Banon a Istres, da Châtel-en-Trièves a Carpentras, da Lalley a Lurs.

Date e programmi di ciascuna iniziativa saranno resi noti e confermati di mano in mano che si renderanno disponibili.

I temps forts delle celebrazioni a Manosque

Quanto a Manosque, tra i temps forts delle celebrazioni non possono non essere citati:

  • le esposizioni – permanenti, temporanee e itineranti – realizzate dal Centro culturale e letterario Jean Giono all’interno del prestigioso Hôtel Raffin. L’attuale “Jean Giono les Chemins de l’oeuvre”, proposta al pubblico fino al 31 dicembre 2019, è concepita come un percorso scenografico in grado di far dialogare tra loro eventi storici, biografici e letterari della vita di Giono;
  • l’edizione 2020 dei Rencontres Giono, una sorta di “Festival Giono” che l’associazione Les Amis de Jean Giono organizza ogni settembre, dal 2006, in città e nel territorio del comprensorio Luberon Durance Verdon. Di fatto, il principale evento letterario dell’estate culturale dell’Alta Provenza.

Sempre a Manosque, infine, saranno investite dalle celebrazioni del 50° anniversario della morte di Jean Giono:

  • la casa dell’autore, Lou Paraïs, valorizzata da recenti lavori di risistemazione dei giardini e dell’edificio, che beneficeranno di orari di apertura prolungati;
  • la Fondazione Carzou che proporrà una mostra del fotografo Hans Silvester. Silvester seguì le riprese del film “L’ussaro sul tetto”, tratto dall’omonima opera dello scrittore. La mostra intende proporre un racconto non troppo letterario della figura di Jean Giono e presentare i luoghi che egli stesso amava.