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L'involucro sublime

L'involucro sublime

Il Musée de la Romanité di Nîmes, sintesi perfetta di antico e contemporaneo.

Il Musée de la Romanité di Nîmes

Una delle caratteristiche più affascinanti di Nîmes è l’ardita, ma efficacissima contrapposizione tra antico e nuovo che ritroviamo in diversi spazi della città.

L’esempio certamente più eclatante – contraltare postmoderno all’Arena romana, simbolo della città – è il Musée de la Romanité, posto simbolicamente sulla traiettoria della cinta muraria romana.

Nîmes, il Musée de la Romanité visto dall'arena

Un parallelepipedo al quale è agganciato, attraverso una struttura di acciaio inox, un mosaico composto da 7mila tessere di vetro, bianche, orientate in modo da simulare un drappeggio, nel quale si aprono ampi squarci che per il contrasto appaiono neri. Una suggestione che in qualche modo richiama “le attese” di Fontana e che stilizza i chiaroscuri delle arcate dell’arena.

Nîmes, il Musée de la Romanité di Elizabeth de Portzamparc

Le collezioni e l’architettura

L’opera, realizzata da Elizabeth de Portzamparc, affermata architetta urbanista franco-brasiliana, è stata inaugurata nel 2018 e raccoglie, all’interno, collezioni archeologiche di notevole interesse, restaurate apposta per essere collocate nella nuova struttura museale.

Il valore degli oltre 5mila pezzi esposti è indiscusso, dal mosaico di Pentea alla collezione di epigrafi, dagli ornamenti delle abitazioni private agli oggetti che testimoniano la vita quotidiana in epoca preromana e romana. Senza contare la ricostruzione degli affreschi della domus Villa Roma e le decine di dispositivi multimediali messi a disposizione del pubblico per un’immersione nell’antichità.

Nîmes, mosaico custodito al Muséé de la Romanité

Ma ciò che rende il museo unico è l’ambientazione, i sapienti giochi di luci e ombre, le nuance di grigi, colore prevalente, che contrastano con l’ocra della pietra romana, l’acciaio e il plexiglass che – per l’asincronia temporale dei materiali – esaltano magnificamente mosaici e reperti millenari. E, ancora una volta, un’architettura che affascina, tanto dall’interno, quanto dall’esterno.

Nîmes, il Musée de la Romanité e l'arena

Molteplici punti di vista

Dagli squarci-finestra, così come dalla terrazza della pregevole brasserie La Table du 2, al secondo piano del museo, la vista – imponente, quasi ossessiva – è quella dell’arena, per non perdere mai il collegamento filologico tra la “romanità” che c’è fuori e quella che c’è dentro.

Nîmes, l'arena dal Musée de la Romanité

Salendo si arriva all’originalissimo rooftop: un percorso segnato da una passerella in legno circondata dalla vegetazione guida verso una vista bellissima che, da qui, spazia a 360° sulla città.

Scendendo, invece, si raggiunge il pregevole giardino archeologico che, oltre ai reperti antichi, riunisce una suggestiva varietà di piante giunte a Nîmes in epoca preromana (ulivo, fico, mandorlo) e romana (lavanda, timo, aglio, castagno).

Nîmes, Musée de la Romanité, il giardino archeologico

Convince tutto, al Musée de la Romanité. Soprattutto, visitarlo ci fa rendere conto di come si possa riuscire a valorizzare al meglio le ricchezze ereditate dalla propria storia. Noi, in Italia, non sempre lo facciamo.

Maurizio Tucci

Musée de la Romanité
16 Boulevard des Arènes
30000 Nîmes
Apertura:

  • da novembre a marzo: tutti i giorni tranne martedì, 10:00-18:00
  • da aprile a novembre: tutti i giorni, 10:00-19:00

Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio. Ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura