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L’abbazia di Montmajour, dove un tempo c’era il mare

L’abbazia di Montmajour, dove un tempo c’era il mare

Dai monaci benedettini a Van Gogh a Rudy Ricciotti: un millennio tra storia e architettura.

A chi in Provenza si sposta da Arles in direzione di Avignone, delle Alpilles o del Luberon, suggeriamo di far tappa all’abbazia di Montmajour. Ma la si può vedere anche in Olanda: al Van Gogh Museum di Amsterdam sono conservati l'olio su tela Tramonto a Montmajour e i disegni nei quali il pittore olandese rappresentò l'abbazia durante il suo soggiorno ad Arles, tra il 1888 e il 1889.

Vincent Van Gogh, Tramonto a Montmajour

Montmajour, quando in Provenza c’era il mare

Siamo nel XII secolo quando l’abbazia di Montmajour rappresenta un potente centro della spiritualità cristiana. Un potere che le deriva da più fattori:

  • a soli 4 km dal porto marittimo e fluviale di Arles, è collocata su un isolotto roccioso che domina la pianura e le sue paludi; una posizione strategica, in un periodo nel quale il Mediterraneo, grazie alla sue rotte commerciali, sta riacquistando centralità;
  • la presenza di reliquie ne fa un’importante meta di pellegrinaggi;
  • i suoi ‘santi in paradiso’ sono quelli giusti; l’abbazia è posta sotto la protezione della Vergine e di Sant’Antonio e San Pietro, protettori dei marinai, come conferma la presenza di numerosi graffiti medioevali a tema navale scoperti nel 1993: solo sul muro ovest del chiostro si possono vedere le figure di ben 25 vascelli! Potrebbe trattarsi di ex-voto: nel pensiero cristiano dell’epoca, la barca simboleggia il mondo che si confronta col male; invocare i santi ‘specializzati’ e ringraziarli per la protezione degli equipaggi è pratica diffusa.

Abbazia di Montmajour, foto Philippe Berthé © CMN, Paris

Montmajour, monaci e reliquie

Destinata a una comunità di qualche decina di monaci, l’abbazia di Montmajour attraversa nientemeno che otto secoli di storia.

I monaci benedettini vi s’insediano nel X secolo. A metà di quello successivo costruiscono la cappella di San Pietro e, solo dopo, la chiesa abbaziale vera e propria. La reliquia della Vera Croce attira folle di credenti.

Abbazia di Montmajour @ G. Mathieu.jpg

Networking in Provenza nel XIII secolo

Alla fine del XIII secolo l’abbazia di Montmajour estende il suo potere spirituale su una bella fetta di Provenza, dalla vallata dell’Isère al Mediterraneo, attraverso una rete di 56 priorati.

La guerra dei Cent’Anni suggerisce di fortificare l’area, rendendo il tutto ancora più imponente.

E la riforma condotta dalla congregazione di San Mauro nel XVIII secolo dà nuovo impulso al complesso e comporta la costruzione di un nuovo monastero, rimasto in funzione fino al 1791.

E adesso? Adesso l’abbazia è un polo culturale degno di nota che propone un calendario annuale di mostre d’arte e ogni estate partecipa agli Incontri della fotografia di Arles.

Arles, veduta aerea © Lionel Roux - OT Arles

Otto secoli di architettura

Il complesso di Montmajour – composto da più edifici – è decisamente articolato anche dal punto di vista architettonico: romanico, gotico e stile classico convivono pacificamente, per il piacere del visitatore e dello studioso.

La necropoli: un lascito val bene una messa

La realizzazione di tombe rupestri (XI-XIV secolo) è all’origine stessa dell’abbazia: i monaci seppellivano i morti, celebravano messe private per conto delle loro famiglie e, in cambio, ne ricavavano alcuni diritti testamentari. La forma delle tombe più antiche prevedeva perfino le posizioni per la testa e i piedi.

La spiritualità del romitaggio di San Pietro

Il romitaggio di San Pietro, l’edificio più antico di Montmajour (metà XI secolo), è anche il più emozionante. Le sue forme preromaniche esprimono tutta la spiritualità del luogo. Ma la semplicità è solo apparente: da un lato, corredano lo spazio principale due cappelle, una delle quali sfrutta una grotta naturale; dall’altro, vi è annesso un insieme di grotte e sale troglodite usate, nel tempo, come cimitero, celle degli eremiti e sagrestia. Una rappresentazione di San Pietro è raffigurata sul bastione d’ingresso.

Abbazia di Montmajour, particolare, Philippe Berthé © CMN, Paris (1).jpg

La chiesa abbaziale e il fascino dell’incompiuto

Corpo principale del complesso di Montmajour, l’abbazia ha una pianta a croce latina e sorge sopra la cripta che ospita la chiesa inferiore; da quest’ultima il transetto e il deambulatorio comunicano con sette cappelle utilizzate per la liturgia degli uffici privati.
L’edificio, la cui costruzione ha attraversato il XII e il XIII secolo, è rimasto incompiuto, ma proprio la sproporzione che ne deriva gli conferisce un fascino che incanta ancora oggi.

Il bestiario fantastico del chiostro

Nel chiostro – realizzato nel XII secolo e rimaneggiato nel XIV e XVIII – le mensole scolpite lungo i muri e i capitelli delle colonne affacciate sul giardino evocano un universo allo stesso tempo sacro e profano, reale e fantastico, in cui si uniscono figure mostruose, demoni, esseri inquietanti e animali domestici, selvatici e fantastici, come tarasche, dragoni e chimere. Senza andare troppo lontano, soggetti analoghi si ritrovano nel chiostro di Saint-Trophime, la cattedrale di Arles, e tra le sculture del castello di Tarascona.

Abbazia di Montmajour, Philippe Berthé © CMN, Paris

Pellegrinaggio alla cappella della Santa Croce

La cappella della Santa Croce è il santuario più importante del complesso abbaziale.
Venne costruita nel XII secolo per poter spostare all’esterno dell’area dedicata alla clausura la reliquia della Vera Croce, all’epoca meta di pellegrinaggi e venerata ogni anno nel mese di maggio, in occasione del Pardon di Montmajour. La cappella fungeva anche da chiesa funeraria della parte del cimitero riservata ai laici.

La torre del cardinale Pons de l’Orme

Edificio più alto dell’intero sito, la torre è la testimonianza difensiva di un periodo nel quale la comunità monastica subiva, come tutta la regione, il contraccolpo della guerra dei Cent’Anni. Costruita sull’antico cimitero, fu innalzata intorno al 1373 per iniziativa dell’abate cardinale Pons de l’Orme, sotto l’autorità del papa di Avignone. Dall’alto dei suoi 26 metri, dominava le terre del monastero ed esprimeva il potere che l’abate esercitava sul suo feudo. Oggi ci offre uno splendido panorama sulla valle e ci ricordan la posizione strategica di questo luogo alle porte di Arles.

Abbazia di Montmajour, torre del cardinale Pons de l'Orme, Philippe Berthé © CMN, Paris

Le 16 campane del monastero di San Mauro

Il Monastero di San Mauro fu costruito a Montmajour nel 1703 dalla comunità riformatrice dei religiosi di San Mauro che presero possesso dell’abbazia nel 1639 per volere del re Luigi XIII. La realizzazione del nuovo monastero venne affidata all’architetto Pierre Mignard e, successivamente, a Jean-Baptiste Franque. I cinque livelli dell’edificio erano composti di sale riccamente decorate, mentre sulla facciata trovavano spazio 16 campane.
L’antica cantina dove i monaci conservavano il vino, invece, è stata riconvertita in spazio di accoglienza nel 1998 dall’architetto Rudy Ricciotti, lo stesso al quale dobbiamo la progettazione del Mucem di Marsiglia e di molte altre opere in Provenza e Costa Azzurra.

Informazioni

Abbazia di Montmajour
Route de Fontvieille
13200 Arles
33 (0)4 90 54 64 17

Orari

  • Gennaio-marzo: tutti i giorni tranne il lunedì, 10.00-17.00
  • Aprile-maggio: tutti i giorni, 10.00-17.00
  • Giugno-settembre: tutti i giorni, 10.00-18.30
  • Ottobre-dicembre: tutti i giorni tranne il lunedì, 10.00-17.00

Ultimo accesso 45’ prima della chiusura

Chiusure annuali
1 gennaio, 1 maggio, 1 e 11 novembre, 25 dicembre

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