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Van Gogh e il paesaggio femminile

Van Gogh e il paesaggio femminile

Riuscirà il fascino delle donne di Arles a trattenere il pittore dal trasferirsi a Martigues?

Stabilitosi ad Arles nell’aprile 1888, Van Gogh non è ancora certo che fisserà lì la sua residenza: Martigues potrebbe essere un'alternativa. Scrive al fratello Theo il 5 maggio:

È anche possibile che in fatto di casa trovi di meglio, sia a Martigues in riva al mare o altrove. Solo, quello che c’è di bello di questo studio sono i giardini di fronte. Ma ecco, per farci delle riparazioni o per ammobiliarla un po’ bene sarà meglio attendere, è più saggio, tanto più che se dovesse scoppiare il colera qui in estate, probabilmente filerò svelto in campagna

Siamo in un secolo in cui si comincia appena a prendere consapevolezza di cosa sia l’igiene pubblica, e tutte le malattie più o meno infettive e diffusive. Ma l'interesse del pittore è catturato sia dal paesaggio “naturale” che da quello “umano”, in special modo quello femminile.

Infatti, scrive:

E le arlesiane di cui si parla tanto, vuoi sapere in definitiva cosa ne penso? Certamente, esse sono veramente deliziose, ma non è più come doveva essere una volta. Vedi, c’è più sovente del Mignard che del Mantegna, perché esse sono in decadenza. Ciò non impedisce che siano belle, veramente belle, e io qui non parlo del tipo di carattere romano – un po’ stupido e banale. Quante eccezioni! Ci sono delle donne come in Fragonard e come in Renoir. (…) sarei un bel po’ contento se arrivasse un uomo alla Guy de Maupassant per dipingere gaiamente la bella gente e le cose di qua. Per conto mio lavorerò, e di qua e di là ci sarà qualcosa del mio lavoro che resterà, ma ciò che Claude Monet è per il paesaggio, chi lo sarà per la figura? Tuttavia devi sentire, come lo sento io, che tutto ciò è già nell’aria

Di lui e della sua arte è rimasto ben più di quel qualcosa! E non solo in Francia e in Provenza, ma nel mondo.

È cosa nota che i geni hanno un talento visionario; sono rabdomanti di altri talenti e capaci di indicare strade nuove, non ancora battute. Quelle strade saranno anche sogni di “futuro” che essi stessi concorreranno a far diventare realtà. Senza alcun dubbio Van Gogh era uno di questi geni.

Franca Grosso

Immagine della testata © OT Arles