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Il mare addosso

Il mare addosso

Non è vero, come sostengono i provenzali, che in Provenza non piove mai. Ma può capitare che una giornata cominciata sotto troppe gocce di pioggia finisca nell’abbraccio di una goccia di profumo.

 

J'ai entendu la mer
Souvant me fredonner:
Tu sais, Je m'ennuie l'hiver!
Pourquoi passe-t-il l'été?

(Christophe 1966)

* * * * *

C'è un modo per ascoltare quella voce rilassante delle onde che accarezzano una spiaggia la sera, quando tutti se ne sono andati, anche in inverno nelle nostre città fredde e nebbiose, ben lontane da quei luoghi.

Lo scoprii qualche anno fa, girando per la Provenza una piovosa primavera.

Avignone sotto un'acqua torrenziale, non si riusciva a uscire da quel mercato, di quei mercati coperti che ci attirano, pieni di aromi di cibo e così numerosi nelle piccole città della Francia del Sud. Poiché la pioggia non calava e avevamo fame, ci buttammo fuori sotto il diluvio alla ricerca di una trattoria il più vicino possibile.

Il primo incontro fu una crêperie buia, piccola e un po' fumosa. Ma un tavolo miracolosamente era rimasto e poi le crêpes i francesi le sanno fare.

Seconda tappa all’asciutto, la reggia dei papi, a sentirci piccoli in quegli spazi immensi.

Finalmente non pioveva più e due passi sul ponte, quello dove un tempo si danzava così tanto da farlo crollare, conclusero la nostra visita alla città.

Avignon, pont Saint Benezet
Acqua per acqua, decidemmo di andare verso il mare. Scendemmo a Cassis pregustando una cenetta di pesce, ma era presto.

Troppa gente, troppi negozi di calisson e altre prelibatezze, già assaggiate e comprate ad Aix. Ci addentrammo allontanandoci dal mare, cercando qualche bottega artigiana. Eccone una, graziosa ma cara: mi concessi giusto il lusso di due canovacci, uno per la suocera, stampati a mano e davvero molto belli.

Ancor oggi, quando prendo dal cassetto quello che ho tenuto per me, mi ritrovo tra le deliziose cianfrusaglie del negozietto di Cassis e poi in quella piccola piazza poco lontana dove un’altra insegna ci invitava ad entrare. Era il regno dei profumi della Provenza.

Ci si avvicinò una signora gentile, molto francese come piacciono a me. Impossibile sottrarci e non “sentire” i profumi. Ottimi tutti, ma l'ultimo fu una sorpresa: c’era dentro il mare.

Noi donne, si sa, dai profumi siamo attratte. Di meno gli uomini, soprattutto dalle fragranze femminili. Non quel giorno, non quel profumo di mare. Non uscimmo a mani vuote.

* * * * *

Come tutte le cose, dopo un po’ il profumo finisce. Segue una ricerca affannosa sul web: “Eau de Cassis”, la troveremo in Italia? Scopriamo che la cercano in molti (!) e qualcuno indica una profumeria di Bologna.

“Cassis?” La commessa non sa darci una risposta. Non serve, abbiamo recuperato l’eau de parfum. Non più una fiala, ma una bella boccetta che ancora racchiude quel profumo di iodio, di salsedine, di primavera e di un viaggio in Provenza insieme a una coppia di cari amici.


Carla Tassi


L'eau de parfum è La mer. La bottega è L'eau de Cassis - Parfumeur créateur 1851. La profumeria di Bologna è Elisir, in via San Felice.

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