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Il francoprovenzale? Si studia all’università. In Puglia

Il francoprovenzale? Si studia all’università. In Puglia

Se vi rispondono devendre (venerdì) quando chiedete che giorno è; se al bar vedete servire un bicchiere di le (latte) e se qualcuno vi saluta per tornarsene a casa ad aruta (cullare) la prole o a trer (mungere) il bestiame, siete a Faeto, o a Celle di San Vito: le isole linguistiche in provincia di Foggia dove ancora oggi sopravvive il francoprovenzale.

In Puglia si parla provenzale. Se lo dice la Treccani…

Non ci credete? Date un’occhiata alla Treccani che su queste cose la sa lunga: “Sul versante italiano, la comunità alloglotta francoprovenzale interessa tre regioni, la Valle d’Aosta e il Piemonte, provincia di Torino, e la Puglia”.

Se poi avete ancora dei dubbi fate un salto sul posto e aprite le orecchie: i quasi 1000 abitanti di Celle e Faeto, il francoprovenzale lo capiscono tutti; e quasi tutti, bambini compresi, lo sanno anche parlare.

Tutta colpa degli Angioini

A quanto pare, nel 1269 Carlo I d’Angiò mandò un drappello di 200 soldati a presidiare il Castrum Crepacordis e poi concesse loro di insediarsi nel Casale di Crepacore, proprio lì vicino, e nel territorio circostante.

Però, non è che gli angioini andassero particolarmente d’accodo tra loro, e ancora meno con i loro rivali storici, gli Aragonesi. E intorno al 1340, quando questi signori ricominciarono a menar le mani con una certa energia, gli abitanti del Casale preferirono trasferirsi in posti più tranquilli: un buon numero si stabilì là dove oggi sorge Faeto; gli altri scelsero il territorio dell’attuale Celle.

Il francoprovenzale? Si studia all’università

Volete apprendere i primi rudimenti di questa lingua, parente stretta del francese? Sono aperte le iscrizioni alla Quarta edizione dei corsi estivi dell’Università Francofona dell’Italia del Sud: corsi altamente qualificati e immersivi per l’iniziazione al francoprovenzale. Scoprirete che la strada è la rue, i bambini los enfan, la finestra la fenete… o qualcosa del genere: di sicuro, qualche lezione farebbe bene anche a noi!

L’atmosfera che si respirerà a Faeto e Celle di San Vito dal 17 al 30 luglio è davvero internazionale. La manifestazione, infatti, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Faeto, La Renaissance Française, l’Université Senghor di Alessandria d’Egitto (Université de la Francophonie) e l’Associazione LEM-Italia, con il supporto del Centro di documentazione e di Ricerca per la didattica della lingua francese nell'Università italiana.

Lo Sportello linguistico, invece, resta in funzione tutto l’anno. E le iniziative per recuperare e diffondere il francoprovenzale si moltiplicano. Si pubblicano dizionari e grammatiche, ma anche letture più leggere: raccolte di poesie, racconti, proverbi, modi di dire… Tra le organizzazioni culturali più attive, l’Associazione Corale Nuova Provenza, ad esempio, salvaguarda e diffonde i canti in francoprovenzale.


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